RIVISTA ITALIANA DIFESA
Israele, l'Esercito sempre più in difficoltà: necessari più uomini 11/05/2026 | Pietro Batacchi

Ieri, di fronte alla Knesset, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Eyal Zamir, è tornato a chiedere l'arruolamento di più truppe.

L'Esercito Israeliano è da 3 anni impegnato massicciamente su 3 fronti e sta mostrando la corda: l'ottima componente attiva è usurata, mentre le prestazioni della Riserva sono quelle che sono. Soprattutto, la continua mobilitazione dei riservisti toglie manodopera alla sofisticata economia di un Paese molto piccolo, che non ha profondità strategica e che soffre molto durante cicli bellici prolungati. Secondo le IDF servono urgentemente 12.000 reclute, prevalentemente destinate a ruoli operativi di combattimento.

Una delle soluzioni è arruolare gli ebrei ultra-ortodossi, gli Haredim, da sempre esentati dal servizio militare, che rappresentano circa il 14% della popolazione, peraltro in aumento, visto un tasso di crescita abbondantemente superiore al resto della popolazione dello Stato Ebraico. Una sentenza della Corte Suprema del giugno 2024 aveva chiesto di cancellare l'esenzione, ma da allora gli Haredim sono scesi sistematicamente in piazza, bloccando di fatto il processo di implementazione della decisione. Secondo le stime israeliane, sarebbero almeno 80.000 gli ultra-ortodossi tra i 18 e i 24 anni eleggibili per il servizio militare.

La coperta, dunque, per l'Esercito Israeliano è corta, e certo gli ultimi eventi sul fronte libanese non aiutano. Hezbollah ha mostrato una sorprendente resilienza, nonostante i devastanti colpi subiti, e adesso sta giocando con successo anche la carta dei droni FPV: una tattica e una capacità messe in piedi in pochi mesi - grazie all'aiuto di chi? Ex assadisti? Russi? - e che sta creando più di un problema alle IDF.

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