Tutela del territorio, prevenzione dei rischi naturali e sicurezza nazionale attraverso l’innovazione tecnologica spaziale: questo il tema centrale del convegno “Tecnologia dallo Spazio per proteggere e sorvegliare: la missione duale COSMO-SkyMed”, che si è tenuto giovedì 7 maggio a Roma presso il Palazzo Aeronautica.
L’evento è stato organizzato dalla Scuola di Aerocooperazione (SAC), in collaborazione con lo Stato Maggiore Aeronautica e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), nell’ambito delle celebrazioni per il 75° anniversario della costituzione dell’Istituto militare di Guidonia.
Il Convegno ha evidenziato il valore strategico del sistema satellitare COSMO-SkyMed, fiore all’occhiello della tecnologia avanzata italiana e modello unico di cooperazione tra mondo civile e militare. Attraverso interventi istituzionali, testimonianze operative e interventi tecnico-scientifici, sono stati illustrati casi concreti di applicazione e le prospettive di sviluppo del sistema, dalla salvaguardia del territorio, alla sicurezza e alla prevenzione dei rischi naturali, confermando come lo Spazio sia uno strumento concreto al servizio del Paese.
Ad aprire i lavori è stato il Generale di Brigata Francesco Donato Rizzo, Comandante della Scuola di Aerocooperazione, che ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’integrazione nel settore spaziale: «Cosmo Sky Med è l’esempio di una grande sinergia nazionale, interdicasteriale ed internazionale capace di coniugare – in un progetto pienamente by design – il meglio della tecnologia e della ricerca italiana con le molteplici professionalità della Difesa, all’interno di una dualità che non è una semplice addizione, ma è un prodotto di fattori che vanno verso l’eccellenza. Oggi più che mai è fondamentale essere in grado di intercettare le opportunità che offre il Sistema Paese, un ambito in cui la formazione riveste un ruolo determinante per mettere a sistema le governance nel settore e quelli che sono i principali acceleratori scientifici e tecnologici.»
A seguire, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, in un indirizzo di saluto attraverso un videomessaggio ai partecipanti, ha espresso il suo personale plauso a tutti gli organizzatori e, in particolar modo, alla Scuola di Aerocooperazione, definendola una dei cardini sul fronte della formazione di professionisti specializzati nel gestire la complessità dei nuovi scenari orbitali. «Siamo di fronte a un cambio di paradigma: non parliamo solo di tecnologia, ma di responsabilità verso la protezione del Paese in un’epoca in cui lo Spazio è diventato una vera e propria area di competizione strategica», ha evidenziato il Gen. Conserva. «Non basta raccogliere dati, bisogna trasformarli in decisioni più velocemente dei nostri avversari. Questa è la sfida più grande che come Difesa abbiamo davanti in questo momento, quella di passare da un approccio settoriale e reattivo ad uno integrato e multidominio, fondato sulla continuità del monitoraggio e sulla superiorità informativa. COSMO-SkyMed è in questo senso un assetto strategico fondamentale, non solo un sistema di osservazione ma una piattaforma duale nata dalla sinergia tra Difesa e Agenzia Spaziale Italiana e che grazie all’intera filiera delle capacità industriali nazionali nel settore garantisce una molteplicità di funzioni, dalla gestione delle emergenze civili fino alla sorveglianza delle frontiere. Resilienza, interoperabilità, tempestività, sono questi i pilastri operativi di Cosmo SkyMed e sono non a caso gli stessi pilastri su cui si fonda la Difesa collettiva europea e Nato. Lo Spazio – ha concluso il Gen. Conserva – non è il futuro della sicurezza nazionale, è il suo presente. Ogni capacità che costruiamo oggi è il vantaggio che preserveremo domani, una sfida che richiede investimenti in tecnologia ma soprattutto sulla formazione del personale. I diplomi consegnati oggi dimostrano che stiamo costruendo una generazione di professionisti capaci di operare in un dominio che non ammette improvvisazione, ma richiede visione, preparazione e senso della missione, qualità che abbiamo il dovere di custodire e preservare».
Ha poi preso la parola la prof.ssa Elda Turco Bulgherini, Vice Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, che ha rimarcato l’importanza della space economy e la leadership globale dell’Italia: «COSMO-SkyMed rappresenta un modello di cooperazione unico al mondo e una dimostrazione concreta di come la sinergia tra ASI e Ministero della Difesa insieme all’industria nazionale possa generare una leadership tecnologica globale». Ha poi aggiunto: «Il recente lancio del terzo satellite di seconda generazione ha confermato nuovamente il ruolo dell’Italia come leader nell’Osservazione della Terra. Si tratta di un sistema duale unico al mondo: da un lato strumento indispensabile per la sicurezza nazionale e la sorveglianza strategica, dall’altro risorsa fondamentale per applicazioni civili come il monitoraggio ambientale, la tutela del patrimonio culturale e il supporto all’agricoltura. Come ASI siamo impegnati affinché questa infrastruttura continui ad alimentare la space economy, trasformando l’enorme patrimonio di dati satellitari in servizi concreti per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni».
A seguire, sempre per ASI, è intervenuta l’Ing. Silvia Natalucci (Direttrice di missione COSMO-SkyMed e responsabile missioni Osservazione della Terra) che ha descritto COSMO-SkyMed come il più rilevante investimento nazionale nel settore. Sottolineando la natura nativamente duale del programma, sviluppato interamente dall’industria nazionale nonché efficace strumento di space diplomacy, l’Ing. Natalucci ha ribadito quanto questo sistema satellitare consolidi il ruolo di leadership tecnologica del nostro Paese nel campo della sensoristica SAR (Synthetic Aperture Radar) a livello globale.
La giornata, moderata dalla Dott.ssa Cristiana Colli, giornalista e curatrice di numerosi progetti culturali, è stata articolata in due tavole rotonde che hanno illustrato l’impiego concreto dei dati satellitari in diversi ambiti. Nello specifico, la prima, dal titolo Proteggere il territorio: applicazioni civili dei dati satellitari, ha visto alternarsi esperti quali la Dott.ssa Claudia Cenci (Direttore dell’Istituto Centrale per la gestione dei rischi del patrimonio culturale – ICRI, del Ministero della Cultura), il Dirigente Superiore Ugo D’Anna (Vice Direttore Centrale Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco), la Dott.ssa Silvia Puca (Coordinatrice delle attività tecnico-scientifiche, organizzative e operative a supporto delle politiche satellitari e spaziali, del Dipartimento di Protezione Civile), il Dott. Deodato Tapete (Ricercatore presso l’Agenzia Spaziale Italiana), e il Dott. Alessandro Flamini (Responsabile Defence Intelligence COSMO-SkyMed, e-GEOS). Dal confronto è emerso come il sistema COSMO-SkyMed rappresenti un asset fondamentale per la resilienza del Paese, specialmente a fronte della fragilità idrogeologica e sismica del territorio nazionale. Gli esperti hanno sottolineato come l’altissima risoluzione spaziale e temporale dei dati radar permetta oggi di trasformare la conoscenza del rischio in capacità predittiva e operativa: dalla possibilità di monitorare trasformazioni millimetriche nei beni architettonici, anche e soprattutto in contesti emergenziali, allo sviluppo di strumenti d’avanguardia per il soccorso tecnico, come interventi su macerie o in acque mosse. È stata inoltre evidenziata l’unicità strategica del radar nel monitoraggio dell’ambiente marino: la capacità di operare in aree remote e con qualsiasi condizione meteorologica rende infatti il sistema indispensabile, ad esempio, per la difesa delle aree protette, il contrasto alla pesca illegale e l’identificazione tempestiva di sversamenti di idrocarburi, garantendo una vigilanza costante e capillare a tutela dell’ecosistema.
Il focus si è poi spostato sulla dimensione operativa con l’intervento del Generale di Divisione Aerea Enrico Pederzolli, Comandante del Centro Intel dello Stato Maggiore Difesa, che ha delineato il valore strategico del sistema attraverso tre pilastri: la superiorità informativa, precursore indispensabile della rapidità decisionale; la centralità del fattore umano, poiché sono le competenze degli uomini e delle donne della filiera a trasformare il dato in conoscenza; e la sovranità strategica, che garantisce all’Italia autonomia e autorevolezza nei consessi internazionali e nelle alleanze.
A chiudere la sessione tecnica è stata la seconda tavola rotonda, “Sorveglianza e sicurezza: applicazioni operative e sviluppo delle competenze”, che ha visto il confronto tra rappresentanti di spicco del comparto operativo e formativo: il Tenente Colonnello Massimo Franchetto (Centro Intel), il Colonnello Alberto De Santis (Direttore del Centro Interforze di Telerilevamento Satellitare) ed il Capitano di Vascello Angelo Pazzaglia (Vice Comandante della Scuola di Aerocooperazione). In particolare, sono state approfondite le ricadute concrete del sistema sulla situational awareness attraverso le principali tecniche di sfruttamento dei dati. È stato evidenziato come i sensori radar SAR, pur fornendo dati strutturalmente complessi e diversi dalle immagini ottiche (alle quali l’utente non esperto è abituato per il forte impatto visivo), garantiscano un altissimo valore informativo, resilienza e una profondità di analisi indispensabili per le moderne sfide operative. Nell’ambito del panel è stata poi approfondita la missione formativa della Scuola di Aerocooperazione che, proprio in occasione del suo 75° anniversario, si conferma istituto militare interforze d’eccellenza, accreditato in ambito NATO, per la formazione specialistica nel telerilevamento e nella cooperazione aero-terrestre e aero-navale.
L’approfondimento tecnico si è concluso con l’intervento dell’Ing. Diego Calabrese (Observation System Director and CSG Chief Engineer di Thales Alenia Space Italia), che ha analizzato il concetto di innovazione dietro il programma COSMO-SkyMed, evidenziando come l’innovazione non sia solo tecnologica, ma anche e soprattutto concettuale. È stato infatti sottolineato come la tecnologia radar SAR sia oggi pienamente matura, in grado di affiancare e spesso superare i sensori ottici nell’osservazione della Terra. Dalla seconda generazione in poi, il sistema ha introdotto una flessibilità operativa senza precedenti, potenziata nelle successive terza e quarta generazione con modalità di acquisizione specifiche per il monitoraggio di aree estese ad altissima risoluzione (anche in ambito interferometrico). L’obiettivo finale è una versatilità sempre maggiore, capace di trasformare l’investimento tecnologico in conoscenza strategica sia per usi civili che operativi.
La giornata è culminata con la consegna dei diplomi della prima edizione del corso “Introduzione alle Attività Spaziali E-Learning”, sviluppato dalla Scuola di Aerocooperazione su input dell’Ufficio Generale per lo Spazio dello Stato Maggiore Aeronautica, che ha formato 60 frequentatori provenienti dall’Aeronautica Militare, dall’area Interforze e dall’ASI e ha avuto come obiettivo quello di diffondere una solida cultura dello spazio attraverso una “formazione a geometria variabile”, capace di adattarsi alle reali esigenze operative del comparto Difesa.
In chiusura, il Generale Rizzo ha rivolto un sentito ringraziamento ai vertici della Forza Armata, ai relatori e allo staff della Scuola, definendo l’evento una rappresentazione plastica di una comunità multidisciplinare — tecnica, scientifica, culturale e militare — che costituisce un vanto per il Paese.






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