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Saab presenta il nuovo missile BOLIDE 2 per il sistema antiaereo RBS-70 NG 08/05/2026 | TOMMASO MASSA

Oggi, 8 maggio 2026, Saab ha presentato il BOLIDE 2, nuova versione del missile BOLIDE per il sistema di difesa aerea a corto raggio RBS-70 NG.

In occasione di una visita alla sede di Saab Dynamics a Karlskoga martedì 5 maggio, RID ha ricevuto un briefing dedicato da Mats-Olof Rydberg, Head of Product Unit GBAD di Saab, sul nuovo missile - sviluppato, testato e prodotto interamente in quello stabilimento.

Il BOLIDE 2 diventerà la munizione standard dell'RBS-70 NG, con l’avvio della pre-produzione previsto nell'autunno 2026 e le prime consegne nel secondo quadrimestre del 2027. Saab ha infatti già ottenuto diversi contratti per il nuovo missile.

Il BOLIDE 2 è l'evoluzione diretta del BOLIDE originale (quarta generazione della famiglia missilistica RBS 70, introdotto nel 2003 con prime consegne nel 2005) e introduce un'architettura modulare nell'hardware e nel software, concepita per consentire aggiornamenti incrementali nel corso del ciclo di vita.

La novità principale riguarda la testata: la miniaturizzazione dei componenti elettronici ha liberato volume interno sufficiente ad alloggiare una testata più grande. L'involucro è ora in alluminio anziché in acciaio: la minore massa del materiale consente di mantenere il peso complessivo invariato, senza impatti sulla cinematica del missile, pur ospitando il 50% di esplosivo in più e il 40% di frammenti in più rispetto al BOLIDE originale. Anche la carica cava è ora in alluminio in sostituzione del rame. L'incremento della massa esplosiva e dei frammenti e la carica cava aggiornata aumentano l'efficacia contro bersagli aerei corazzati, in primo luogo gli elicotteri d'attacco (per cui il missile era stato inizialmente concepito); il sistema mantiene inoltre una capacità secondaria di ingaggio contro bersagli terrestri leggermente corazzati come gli APC, anche qui beneficiando della nuova carica cava. La testata si attiva tramite spoletta di prossimità laser per l'ingaggio di bersagli aerei, mentre contro bersagli terrestri la spoletta viene usata in modalità a impatto per ottimizzare l'effetto perforante della carica cava. Sono stati aggiornati il sistema di guida e il motore, con manovrabilità migliorata alle alte quote.

Il nuovo missile, come il suo predecessore, impiega una guida laser beam-riding, con una portata d'ingaggio fino a 9 km e una copertura in quota fino a 5.000 m. Il missile è dunque privo di sensore autonomo, ma segue il fascio laser emesso dal sistema di puntamento, che l'operatore deve mantenere sul bersaglio fino all'impatto. L'assenza di un seeker rende il sistema intrinsecamente immune a flare, chaff, jamming e a qualsiasi contromisura basata sull'inganno di un sensore di guida, contribuendo inoltre a un costo unitario inferiore rispetto ai missili dotati di seeker (che hanno tuttavia il vantaggio di essere fire-and-forget). La guida laser beam-riding è tuttavia soggetta alle condizioni atmosferiche, che possono incidere sulle prestazioni d'ingaggio. Qualora il collegamento laser venga interrotto per un tempo superiore a una soglia predefinita, il missile avvia automaticamente la procedura di autodistruzione.

Ulteriori dettagli nel reportage completo da Karlskoga, in uscita sui prossimi numeri di RID.

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