RIVISTA ITALIANA DIFESA
Incidenti aerei: i fatti di Albacete 20/08/2015 | David Meattini

Il disastro aereo avvenuto lo scorso 26 gennaio presso la base spagnola di Albacete nel corso di un'esercitazione NATO è stato causato da un errore umano. Lo ha determinato la Commissione d’inchiesta del BEAD (Bureau Enquetes Accident Défense) del Ministero della Difesa francese che ha condotto una approfondita indagine tecnica in seguito al catastrofico incidente nel quale hanno perso la vita 2 piloti spagnoli, 9 avieri francesi, mentre altri 30 sono rimasti feriti. Nell’incidente sono stati anche coinvolti 9 militari dell’Aeronautica Militare, 2 dei quali hanno riportato gravi ferite. L’incidente ha portato anche alla distruzione di un F-16D greco, un MIRAGE 2000D ed un ALPHA JET francesi e un AMX italiano. Sono stati inoltre più o meno gravemente danneggiati un MIRAGE 2000D, un ALPHA JET ed un RAFALE francesi, un AMX italiano e un F-15E dell’USAF. Il BEAD ha concluso che la causa primaria dell’incidente consiste nel fatto che uno dei 2 piloti dell’F-16 greco aveva inavvertitamente “trimmato” l’aereo con la massima deflessione del trim tab del timone verticale, 12°, a destra. La manopola per il trim può essere azionata solo dall’abitacolo anteriore. Il report tecnico indica che è possibile che una card di check list posta sul pannello del quadro strumenti laterale abbia portato ad azionare inavvertitamente il comando di trim sull’asse di imbardata. Quando l’aereo ha raggiunto la testata pista i piloti, che avevano effettuato la abituale check list in parcheggio, non si sono avveduti dell’impostazione di trim, né apparentemente i computer di bordo hanno segnalato una condizione anomala nella configurazione di decollo. L’F-16D ha quindi iniziato la sua corsa di decollo, pieno di carburante, con carichi esterni e piena postcombustione. A mano a mano che l’aereo prendeva velocità il trimmaggio del timone aveva effetti crescenti che il pilota cominciava a contrastare, ma l’aereo puntava decisamente il muso verso destra, abbassando l’ala con 7° gradi sull’asse di rollio. La combinazione di alto peso, bassa quota e velocità e un'attitude con forte imbardata e rollio crescente portava l’aereo a stallare subito dopo aver staccato le ruote, piombando sulla rampa dove molti altri caccia erano pronti per iniziare le procedure di decollo, per poi esplodere in una micidiale palla di fuoco e frammenti di metallo. I piloti si sono resi conto che l’aereo era incontrollabile e dopo 5 secondi dal WoW (Weight on Wheel) hanno iniziato l’espulsione, ma la sequenza non si è completata in tempo. Nel corso dell’inchiesta le condizioni dell’aereo e la sequenza degli eventi sono state provate al simulatore ed i test hanno evidenziato che una manovra correttiva sarebbe stata possibile solo realizzando la situazione e agendo con decisione (tutto timone a sinistra, riduzione dell’angolo di salita ecc.) nel giro di 2 secondi. Praticamente impossibile. L’incidente è avvenuto nel corso del TLP. Il Tactical Leadership Program che prevede la formazione avanzata di piloti ed equipaggi per il ruolo di Mission Commander in missioni di coalizione. Il programma è nato nel 2009 ed ha sede in Spagna, dopo essere stato avviato in Belgio. Si tratta quindi di una attività molto avanzata, per equipaggi esperti. L’Italia partecipava con 2 AMX del 51° Stormo e 5 AV-8B del GRUPAER, fortunatamente non coinvolti nell’incidente.

 

 


Condividi su:  
    
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE