RIVISTA ITALIANA DIFESA
Nuovi dettagli sul missile da crociera russo S-71K 11/05/2026 | Andrea Mottola

Lo scorso 27 aprile, la Direzione Generale dell'Intelligence del Ministero della Difesa dell'Ucraina ha divulgato alcuni dettagli tecnici sul nuovo missile da crociera aviolanciato russo S-71K KOVYOR che, secondo Kiev, è stato impiegato in combattimento dalla fine del 2025. Il continuo sviluppo di armi di questa classe evidenzia come la Russia stia cercando alternative ai suoi missili da crociera aviolanciati, più consolidati e costosi, la cui produzione attuale fatica a soddisfare le esigenze belliche.

Secondo gli ucraini, il nuovo missile – sviluppato dalla United Aircraft Corporation in uno dei primi progetti missilistici dell’azienda - è stato concepito specificamente per il Su-57 FELON (su cui è stato testato a partire dal 2024) e, in particolare, per consentirgli di ottenere una capacità di attacco stand-off nell’ambito di un più ampio sforzo russo verso l’adattamento di velivoli da combattimento avanzati - e piattaforme senza pilota - in vettori di missili a lungo raggio, al fine di ampliare le opzioni di lancio e ridurre l'esposizione alle minacce terra-aria. Anziché considerare il Su-57 semplicemente come un caccia per la superiorità aerea, progettato per la bassa osservabilità, la sensor fusion e il combattimento aria-aria BVR, il missile KOVYOR indicherebbe un impegno russo per trasformare il FELON in una piattaforma d'attacco a distanza.

Secondo le stime ucraine, la gittata della munizione si aggira intorno ai 300 km, il che potrebbe consentirne il lancio da zone esterne a diverse aree di ingaggio della difesa aerea a corto e medio raggio, a seconda dell'altitudine, della geometria di lancio, della copertura radar e della disposizione dei sistemi missilistici terra-aria ucraini. La gittata del missile è resa possibile da 3 serbatoi di carburante interni e separati - un serbatoio principale e 2 serbatoi laterali - configurazione che colloca l'S-71K più verso un classico cruise aviolanciato che verso una bomba planante, poiché può proseguire il volo dopo il rilascio e potenzialmente avvicinarsi ad un bersaglio da una traiettoria diversa rispetto all'asse di lancio dell'aereo vettore.

Il missile combina un motore turbogetto R500, una testata a frammentazione ad alto potenziale esplosivo basata sulla bomba OFAB-250-270 da 250 kg integrata nella struttura portante della sezione anteriore del missile, un sistema di navigazione inerziale relativamente semplice - scelte che potrebbero riflettere uno sforzo per ridurre i costi e supportare una produzione su larga scala - e componenti elettronici di provenienza estera.

La scelta della OFAB-250-270 indica che l'arma non è costruita attorno a una testata specializzata di nuova concezione, bensì attorno all'adattamento di una bomba aerea esistente integrata nell'architettura di un missile da crociera. Dal punto di vista operativo, un tale carico utile sarebbe rilevante per attacchi contro obiettivi fissi o pre-pianificati, quali infrastrutture, nodi logistici, installazioni militari, depositi di munizioni, postazioni di comando o obiettivi aeroportuali. Da una prospettiva aeronautica, l'integrazione di una bomba convenzionale nella struttura anteriore impone anche vincoli di progettazione relativi al baricentro, alla stabilità longitudinale, al comportamento durante la fase di separazione e alla gestione/controllo del volo dopo il rilascio dall'aereo.

I dati relativi al corpo missile mostrano inoltre una progettazione incentrata sul controllo del peso, e sul rinforzo strutturale, piuttosto che sulla bassa osservabilità. Una delle caratteristiche distintive del S-71K è che non utilizza rivestimenti radar assorbenti, probabilmente per contenere i costi. La cellula è composta da un materiale multistrato a base di fibra di vetro rinforzata, mentre i componenti interni sono in leghe di alluminio. Dal punto di vista strutturale, il missile ha una forma con una sezione trasversale trapezoidale, muso spigoloso, ali a freccia non ripiegabili (il che ne impedirebbe il trasporto all’interno delle baie armi) e impennaggi a V invertita. La presa d'aria del motore è montata superiormente e integrata in un condotto di aspirazione pentagonale. Tale configurazione può contribuire a ridurre la massa, semplificare la forma e fornire una rigidità sufficiente per il trasporto, la separazione e il volo propulso. Tuttavia, come detto, i dati disponibili non confermano che l'S-71K sia di per sé un missile a bassa segnatura radar, anche perché per il Su-57, il valore operativo più immediato non risiede necessariamente nella capacità stealth del missile, ma nella possibilità di lanciare un'arma da una distanza stand-off maggiore.

Come detto, l'S-71K è alimentato da un motore turbogetto compatto R500, anch'esso prodotto da UAC, che consente di raggiungere una velocità massima pari a 700/750 km/h e di raggiungere 8.200 metri di altitudine. Guida e controllo appaiono relativamente semplice, essendo costituiti da un sistema di navigazione inerziale basato su semplici sensori (misurazione della pressione atmosferica, l'accelerometro e il giroscopio) e un sistema di alimentazione. Tuttavia, non è da escludere la presenza di dispostivi per la navigazione satellitare. Ciò indica un'arma ottimizzata principalmente per attacchi basati su coordinate contro bersagli fissi o predeterminati, piuttosto che contro bersagli mobili che richiedono un sistema di ricerca, correzione della traiettoria tramite collegamento dati o riconoscimento autonomo del bersaglio in fase terminale.

Per quanto concerne i componenti elettronici, la maggior parte dell'elettronica del missile è di origine estera, inclusi componenti fabbricati, in Cina, Germania, Giappone, Irlanda, Stati Uniti, Svizzera e Taiwan.

Detto del suo “concepimento” come arma destinata al Su-57, non c'è motivo per cui l’S-71K non possa essere trasportato anche da altri velivoli tattici russi in vista un impiego su larga scala, qualora si arrivasse effettivamente ad una produzione significativa dell’arma.

La possibile futura integrazione dell'S-71K sul UCAV S-70 OKHOTNIK è uno degli elementi più significativi che porterebbe l'arma oltre il profilo convenzionale di lancio da caccia e verso un'architettura di attacco distribuita. Se tale integrazione venisse realizzata, l'OKHOTNIK potrebbe fungere da vettore missilistico avanzato, consentendo alla Russia di avvicinare una piattaforma di lancio all’interno di uno spazio aereo ben difeso senza esporre gli equipaggi. In un concetto di collaborazione più ampia Su-57/S-70, il caccia potrebbe fungere da sensore, coordinatore o nodo di controllo missione, mentre l’UCAV verrebbe impiegato in aree con profili di rischio più elevati, rilasciando il missile da una traiettoria più vantaggiosa. Ciò rifletterebbe un cambiamento nelle tattiche aeree russe che, soprattutto in Ucraina, hanno fatto quasi sempre affidamento su attacchi a distanza tramite l’impiego di bombe plananti, missili a lungo raggio, UAS spendibili e attacchi di saturazione per ridurre l'esposizione dei velivoli con equipaggio alla linea del fronte.

Sebbene resti da vedere esattamente l’S-71K verrà utilizzato in un contesto operativo, il suo sviluppo testimonia la necessità anche da parte della Russia di missili aviolanciati più economici e facili da produrre in grandi quantità per la sua flotta di aerei da combattimento.

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