Dopo aver avviato o incardinato i programmi più ambiziosi, relativi a fregate multimissione derivate dalle Type 26, e a una forza subacquea 3 volte più numerosa di quella attuale, nelle scorse settimane la Marina Canadese (RCN-Royal Canadian Navy) ha dato il via libera anche al piano relativo a una nuova classe di corvette multiruolo.
Un programma denominato Continental Defence Corvette (o, in alternativa, Canadian Multi-Mission Corvette), che punta a creare una nuova tipologia di unità, da collocare tra i DDG/FFG classe RIVER, da poco in costruzione, e i grandi pattugliatori rompighiaccio classe HARRY DE WOLF, questi ultimi ormai quasi completati in 6 esemplari per la Marina, e 2 per la Guardia Costiera. Proprio queste unità negli ultimi anni erano state soggette a critiche, per la spartana configurazione operativa, giudicata inadeguata alla luce dell'evoluzione dello scenario internazionale.
Le nuove corvette, che andranno a sostituire anche gli ultimi OPV classe KINGSTON degli anni ’90 ancora in servizio, avranno compiti di sorveglianza e difesa attiva delle acque territoriali (e della più lunga linea costiera del mondo), e di una ZEE che si estende per quasi 5,6 milioni di km2.
Per questo, infatti, si presentano con avanzate caratteristiche operative, comprendenti moduli VLS per missili SAM e antinave, RAM, cannone da 57 mm, sistemi antidrone e capacità ASW assicurate da elicottero, lanciasiluri e una completa suite sonar, nonchè una nuova versione del sistema di gestione del combattimento CMS-330.
Il tutto su una piattaforma di dimensioni contenute (105 m circa di lunghezza, dislocamento tra 2.500 e 3.000 t), autonomia di almeno 9.000 km e adeguata velocità, e uno scafo rinforzato allo standard POLAR-6, per operare anche in zone ghiacciate.
Inoltre, il programma prevede di realizzare un imponente numero di unità, da 16 a 20, per un valore stimato nell’ordine di 5 miliardi di dollari canadesi (3,1 miliardi di euro circa), e presumibilmente in più lotti che potrebbero presentare differenti configurazioni. Il 23 aprile è stata annunciata una Request for Information (RFI), fase iniziale di un programma destinato a prolungarsi almeno sino agli ’40, e da gestire nei cantieri nazionali.
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