Le forze ucraine hanno impiegato per la prima volta il velivolo turboelica bimotore leggero da trasporto PZL-Mielec An-28TD come piattaforma “porta droni” per il lancio di droni intercettori.
Il velivolo è dotato di 3 piloni per ala destinati ai droni intercettori P1-SUN, sviluppati dalla compagnia SkyFall e controllati dagli operatori a bordo. Tali sistemi presentano una portata operativa fino a 15 km, un raggio operativo in quota di circa 5.000 m e un’autonomia di volo compresa tra 15 e 17 minuti, consentendo il trasporto fino a 6 intercettori per missione. Risulterebbe inoltre in fase di valutazione l'integrazione di ulteriori soluzioni, tra cui i sistemi MEROPS di produzione statunitense.
Il velivolo è equipaggiato con un sistema elettro-ottico per la ricerca e l’identificazione visiva dei bersagli, che consente agli equipaggi di individuare i droni in arrivo prima del lancio degli intercettori. Secondo le informazioni disponibili, l'An-28TD manterrebbe anche l’armamento di bordo, costituito da una Minigun Dillon Aero M134D in calibro 7,62×51 mm, rivelatasi particolarmente efficace nel contrasto ai droni tipo SHAHED/GERAN. Questa configurazione permette un impiego combinato tra sistemi d’arma convenzionali e droni intercettori, aumentando la flessibilità tattica e la capacità di ingaggio su più livelli nell’ambito della stessa sortita.
L’An-28TD risulta particolarmente adatto a questo ruolo grazie alla capacità di operare da piste di fortuna e non preparate o dalle dimensioni compatte. Il velivolo presenta un’apertura alare di 22 m e una lunghezza di 12,98 m, può trasportare fino a 19 persone, inclusi gli operatori dei droni, e raggiunge una velocità massima di 355 km/h con un’autonomia fino a 1.900 km. Tali caratteristiche gli consentono di permanere in volo per periodi prolungati durante missioni di contrasto ai droni. Durante le operazioni, l’An-28TD viene diretto verso i bersagli dai controllori a terra nell’ambito della rete nazionale di comando e controllo della difesa aerea denominata VIRAZH. Una volta in zona operativa, l’equipaggio procede all’identificazione visiva dei bersagli, spesso in condizioni notturne, prima dell’ingaggio.
Il sistema VIRAZH rappresenta un’evoluzione della rete di difesa aerea ucraina basata su un approccio multilivello e fortemente integrato. A differenza dei modelli tradizionali centrati esclusivamente sull’impiego del radar, esso combina dati provenienti da circa 40 tipologie di sensori, inclusi radar, sensori infrarossi, feed video e una vasta rete di sensori acustici. Questi ultimi impiegano dispositivi economici - come smartphone e componenti commerciali - distribuiti capillarmente sul territorio per rilevare il rumore di droni e missili. L’intelligenza artificiale consente di distinguere tra fonti sonore civili e minacce reali, trasmettendo i dati a una centrale di analisi tramite rete mobile.
A questo livello si affianca il sistema ZVOOK, più avanzato, basato su sensori acustici dedicati e algoritmi di machine learning, in grado di operare efficacemente a basse quote, dove i radar risultano meno performanti. L’integrazione di queste fonti consente a VIRAZH di costruire un quadro operativo in tempo reale della minaccia aerea, migliorando la rapidità di risposta e la precisione dell’intercettazione. Il sistema si distingue per l’elevata adattabilità e i costi relativamente contenuti, pur presentando alcune limitazioni legate alla portata dei sensori acustici e alla loro sensibilità alle condizioni ambientali.
L’impiego dell’An-28TD in funzione anti-drone era già stato segnalato a partire da febbraio. Nei mesi precedenti, gli equipaggi avevano utilizzato una Minigun Dillon Aero M134D installata su supporto brandeggiabile nella porta laterale della cabina per l’ingaggio diretto dei bersagli. Questo impiego rappresenta un esempio emblematico dell’approccio ucraino, basato sull’adattamento rapido di piattaforme civili e sistemi “legacy” per rispondere alla minaccia rappresentata dagli sciami di droni, riducendo significativamente i costi rispetto all’impiego di missili intercettori estremamente più sofisticati e costosi.
L’impiego innovativo degli An-28TD dimostra come le forze ucraine abbiano sviluppato una capacità avanzata di guerra anti-drone, combinando mezzi leggeri (civili in questo caso), sensori moderni e soluzioni innovative per contrastare un avversario con capacità produttive decisamente superiori.
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