RIVISTA ITALIANA DIFESA
Deficit, l’Italia resta sotto procedura d’infrazione. Niente clausola di REARM EUROPE 23/04/2026 | Pietro Batacchi

Come annunciato dal Ministro dell'Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti, il rapporto deficit/PIL dell’Italia è al 3,1%, al di sopra dei parametri previsti dal Patto di Stabilità (che, aggiungiamo noi, oggi, in tempi di iper-competizione, non ha più ragion d’essere).

Dunque, il nostro Paese resta sotto procedura d'infrazione da parte dell’UE. Uno scenario che ha implicazioni importanti anche per la Difesa. Come ricorderete, infatti, secondo il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, approvato lo scorso autunno, l’Italia avrebbe dovuto aumentare nel 2026 le spese per la Difesa di uno 0,15% del PIL, pari grosso modo a 3,49 miliardi di euro.

E lo avrebbe fatto presumibilmente utilizzando la clausola di salvaguardia contemplata da REARM EUROPE/READINESS 2030, che consente agli Stati membri di poter aumentare le spese per la Difesa fino ad un 1,5% del PIL annualmente (per 4 anni). Con la procedura per deficit eccessivo ancora in corso, pertanto, l’Italia, almeno per quest’anno, dovrà con tutta probabilità rinunciare alla leva della clausola e potrà utilizzare esclusivamente i prestiti del fondo SAFE (Security Action For Europe) che, come noto, permettono esclusivamente il finanziamento di grandi programmi già in corso e che per alcuni programmi potrebbero semplicemente compensare la riduzione delle poste in bilancio (ordinario o del MIMIT).

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