Lo scorso 9 aprile, nella base navale di La Spezia, si è svolto l’ultimo ammainabandiera per le fregate LIBECCIO e GRECALE, che erano state passate già in RDT (Ridotta Tabella di Disponibilità) rispettivamente il 29 febbraio 2024, e il 1° aprile 2025. Uno storico atto finale, per le ultime fregate ancora in – seppur ridotto - servizio, delle 8 appartenenti alla classe MAESTRALE, nata mezzo secolo fa, quando fu inserita nella Legge Navale del 1975, seguita dal contratto per le prime 6 firmato nel 1976. Completate nel 1982-1985, le fregate, evoluzione antisom delle precedenti tipo LUPO, realizzate in altri 18 esemplari, venduti anche a Perù, Venezuela e (prima del sequestro e della vendita alla Marina Militare) Iraq, in 43 anni di servizio attivo hanno navigato per quasi 5 milioni di miglia nautiche, partecipando a tutte le missioni operative, dal Libano in avanti; e comprese 2 operazioni, tra 1987 e 1991, effettuate in quel Golfo Persico tornato “caldo” in questi giorni. Le unità avevano subito vari aggiornamenti, e per 4 di loro – comprese GRECALE e LIBECCIO – un radicale ammodernamento tra 2005 e 2009. La dismissione della classe era iniziata nel 2015, con proprio il MAESTRALE disarmato, e quindi radiato nel 2018, per poi essere avviato alla demolizione nel 2022-2024, assieme ad ALISEO e SCIROCCO. In attesa di demolizione, dopo essere state cannibalizzate, ci sono anche EURO, ESPERO e ZEFFIRO, disarmate tra 2019 e 2023. Per GRECALE e LIBECCIO si è invece nuovamente parlato, nei mesi scorsi, di una possibile immissione sul mercato dell’usato. Dopo il mai concluso accordo del 2021 con l’Indonesia per 6 FREMM, che comprendeva anche la cessione di 2 MAESTRALE, l’interesse per queste pur spremute fregate (dopo i contatti avuti negli anni precedenti con Perù, Ecuador e Filippine) è stato avanzato circa 6 mesi fa anche dall’Argentina, come già ricordato in questo portale (https://www.rid.it/shownews/7554/fregate-l-rsquo-argentina-bussa-al-ldquo-mercato-dell-rsquo-usato-rdquo). Nel corso della cerimonia dell’ultimo ammainabandiera, tuttavia, si è fatta strada l’ipotesi demolizione, come la più probabile: sempre che non si decida di musealizzare una di queste navi che, assieme alle LUPO, hanno rappresentato una svolta per la Marina e la cantierista italiane.




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