Il Ministro della Difesa francese, Catherine Vautrin, ha annunciato un aumento di 36 miliardi di euro (42 miliardi di dollari) al bilancio della Difesa per i prossimi 4 anni, nell'ambito della revisione della legge di programmazione militare.
Nel 2027, il bilancio annuale aggiornato sarà di 63,3 miliardi di euro (74 miliardi di dollari), con la proiezione di raggiungere i 76,3 miliardi di euro (89,1 miliardi di dollari) entro la fine del decennio. Questo aumento porterà il bilancio della difesa francese al 2,6% del PIL nazionale, ancora lontano dal 3,5% annuo entro il 2035 concordato nell'ultimo vertice NATO.
Il principale progetto che dovrebbe beneficiare di questo incremento è il nuovo carro armato «intermedio», chiamato a colmare il gap capacitivo tra gli attuali carri LECLERC, destinati a rimanere in servizio fino al 2040, e il futuro progetto franco-tedesco Main Ground Combat System (MGCS). Un divario tutt'altro che trascurabile, tenuto conto del futuro incerto dell'MGCS e della mancanza di accordo nell'ambito della joint-venture KNDS (la tedesca Krauss-Maffei Wegmann e la francese Nexter) riguardo alla piattaforma e alla relativa torretta.
Gli altri principali programmi che Parigi finanzierà riguardano:
il rafforzamento dell'ISR spaziale (3,9 miliardi di euro);
l'incremento del personale di riserva fino a 50.000 unità, portando la forza addestrata complessiva a 330.000 effettivi entro fine decennio;
il potenziamento delle capacità di attacco in profondità, con l'acquisizione di droni e missili (8,5 miliardi di euro), con una crescita attesa del 400%;
l'incremento delle scorte di munizioni, missili SCALP, siluri e SAM;
l'acquisizione di sistemi C-UAV, compresi «fucili da disturbo fino a cannoni montati su camion con razzi a guida laser» (1,6 miliardi di euro).
Per quest'ultimo punto, la DGA francese ha evidenziato l'insoddisfazione nei confronti delle attuali tecnologie antidroni, definite "insufficienti, troppo costose e non adattate alle minacce future". La delusione di Parigi deriva dalla convinzione che «le nostre Forze Armate devono essere in grado di rispondere a un impegno di grande entità in un lasso di tempo che nessuno di noi è in grado di prevedere», come dichiarato dallo stesso Ministro Vautrin.




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