RIVISTA ITALIANA DIFESA
Caccia all'AKULA russo 14/04/2026 | Michele Cosentino

Il 9 aprile 2026, il Ministero della Difesa di Londra ha reso noti alcuni dettagli relativi a un’operazione condotta nelle aree marittime prospicienti l’arcipelago britannico.

L’azione ha visto protagonista un sottomarino nucleare d’attacco russo della classe AKULA, coadiuvato da almeno 2 minisommergibili “da ricerca” inquadrati nel GUGI (Glavnoye Upravlenie Glubokovodnikh Issledovanii), ovvero l’ente militare d’élite con base a Olenya Guba, sulla costa meridionale del Mar di Barents, specializzato in operazioni subacquee ad alta profondità e attività sui fondali marini.

Il sottomarino russo era stato identificato e costantemente monitorato già da diverse settimane da unità navali e velivoli britannici e norvegesi, mentre navigava in immersione al limite delle acque territoriali del Regno Unito. Attraverso l’analisi accurata dei movimenti e sulla base di ulteriori evidenze d’intelligence, le autorità di Londra hanno appurato che il battello stesse operando con funzioni di “copertura” per i minisommergibili del GUGI, impegnati nel frattempo a ispezionare e monitorare le infrastrutture critiche sottomarine situate nel Mar di Norvegia e nel Mare del Nord.

Sebbene non siano state divulgate informazioni specifiche, considerando le distanze operative in gioco, è lecito ipotizzare che i minisommergibili siano stati trasportati e dispiegati dal sottomarino PODMOSKOVYE o dall’ORENBURG: si tratta, in entrambi i casi, di battelli classe DELTA appositamente modificate per fungere da mothersub e anch’essi di base a Olenya Guba.

L’operazione di contrasto ha raggiunto l’apice quando la fregata ST ALBANS (operante nel ruolo di Towed Array Patrol Ship - TAPS), il rifornitore di squadra TIDESPRING, gli elicotteri MERLIN e un pattugliatore marittimo antisommergibile P-8A POSEIDON della RAF hanno stabilito un contatto costante con l’AKULA e i suoi “gregari” subacquei. Attraverso il dispiegamento sistematico di sonoboe, le forze britanniche hanno inviato un segnale inequivocabile alle unità russe, manifestando la consapevolezza della loro posizione e delle loro intenzioni, e invitandole a desistere dal proseguire le loro attività.

Dinanzi a tale pressione, l’AKULA e i minisommergibili hanno invertito la rotta per rientrare alla base, con ogni probabilità senza aver completato la missione prefissata, oppure dopo aver testato la capacità di reazione degli assetti britannici.

In merito all’accaduto, il Ministro della Difesa britannico John Haley, rivolgendosi direttamente ai vertici russi, ha dichiarato che Londra possiede una piena consapevolezza delle attività subacquee di Mosca a ridosso delle proprie infrastrutture energetiche e di comunicazione, sottolineando che qualsiasi tentativo di sabotaggio o danneggiamento non sarà tollerato e comporterà conseguenze di estrema gravità.

L’episodio, divulgato ufficialmente da Whitehall, giunge al termine di un prolungato periodo di sorveglianza condotto dalla Royal Navy nei confronti di assetti navali russi, sia di superficie che subacquei, in transito nelle acque di interesse nazionale, nel Canale della Manica e nel Mare del Nord. Nello specifico, la fregata SOMERSET e il pattugliatore MERSEY, supportati dal rifornitore TIDEFORCE e dagli elicotteri WILDCAT, hanno recentemente scortato un cacciatorpediniere, una fregata, una nave da sbarco e un sottomarino classe KILO IMPROVED, impegnati in attività di ridispiegamento tra il Mar Baltico e il Mediterraneo. È opportuno ricordare, inoltre, come già nel 2025 il dispositivo militare britannico fosse stato sollecitato dalle attività del GUGI, quando la nota unità di ricerca oceanografica russa YANTAR - de facto una nave spia - fu intercettata al limite delle acque territoriali. In quell’occasione, l’unità era stata pedinata da una fregata britannica e da una coppia di POSEIDON della RAF, i cui equipaggi denunciarono il “disturbo” tramite raggi laser emessi proprio dalla YANTAR.

Alla luce di questa crescente tensione, riconducibile a una strategia di guerra ibrida particolarmente aggressiva nella dimensione subacquea, numerosi osservatori ed esperti militari britannici hanno caldeggiato un’accelerazione del programma ATLANTIC BASTION.

Tale iniziativa mira a potenziare radicalmente le capacità di difesa della Royal Navy, puntando su una più profonda integrazione tecnologica tra droni autonomi, reti di sensori avanzati e unità navali di superficie di nuova generazione.

(in foto: il sottomarino nucleare d’attacco russo TIGR, appartenente alla classe AKULA)

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