L'11 febbraio scorso, RID ha avuto l'opportunità di salire a bordo di un E-3A SENTRY della NATO Air Component, rischierato temporaneamente presso l'aeroporto di Trapani-Birgi nell'ambito delle attività di sorveglianza e addestramento sul fianco meridionale e orientale dell'Alleanza Atlantica.
Una finestra privilegiata su un velivolo che, a oltre 40 anni dalla prima consegna alla NATO, rimane il pilastro imprescindibile del sistema di Airborne Early Warning and Control (AEW&C) dell'Alleanza Atlantica e la piattaforma attorno alla quale si costruisce la situational awareness aerospaziale collettiva.
In un momento in cui il confine tra deterrenza, sorveglianza e prontezza operativa tende ad assottigliarsi, il SENTRY rappresenta molto più di un aereo radar. È il nodo centrale di un'architettura di comando e controllo aero-terrestre che abbraccia caccia di 4a e 5a Generazione, sistemi missilistici da difesa aerea, droni da sorveglianza strategica e navi da pattugliamento, coordinando in tempo reale i flussi di dati lungo l'intero arco di responsabilità della NAEW&C Force. La base principale di Geilenkirchen (in Germania) opera sotto il comando diretto del SACEUR (Supreme Allied Command Europe) - condiviso operativamente con il CAOC (Combined Air Operations Centre) di Uedem - ed è da qui che partono le disposizioni tattiche che guidano le missioni su ogni teatro in cui la NATO è chiamata a operare.
L'occasione di questa uscita cadeva in un momento di significativa tensione operativa: il fronte orientale dell'Alleanza è oggi una priorità assoluta, con rotazioni frequenti sul fianco nordorientale e meridionale, spesso in sovrapposizione geografica con velivoli da ricognizione di Paesi alleati. A bordo dell'E-3A si respirava quella dualità tipica delle piattaforme di punta: tecnologia avanzata - parzialmente datata in alcuni sottosistemi, ma in continua evoluzione attraverso programmi di upgrade - e professionalità multinazionale al più alto livello, con oltre una dozzina di nazioni rappresentate nell'equipaggio.
Tra queste, l'Italia è uno dei 16 Paesi membri della NAEW&C Programme Management Organization (NAPMO) e garantisce un contributo continuativo tanto in termini di personale operativo, quanto nella gestione manutentiva e logistica della flotta. Il peso specifico del contributo italiano è visibile fin dall'interno del velivolo con ben 3 membri dell’equipaggio - il Comandante del velivolo, un Fighter Allocator e un Weapons Controller - che provenivano dall'Aeronautica Militare, e le loro voci sono quelle che, con il consenso della catena di comando NATO, hanno accettato di rispondere alle nostre domande tecnico-operative, offrendo una lettura dall'interno di un sistema complesso che raramente si apre all'osservazione esterna.
L’articolo completo è pubblicato su RID 04/26, disponibile online e in edicola.
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