RIVISTA ITALIANA DIFESA
Project HORUS: la Royal Navy vuole USV “sentinella” per early warning contro droni e missili 30/03/2026 | Gabriele Molinelli

Con il Project HORUS la Royal Navy punta ad acquisire rapidamente una persistente capacità di “picchetto” early warning contro bersagli di superficie e in volo a bassissima quota.

Si guarda nello specifico ad una suite di sensori da imbarcare su una piattaforma unmanned semplice ed economica da poter mettere in acqua da navi maggiori. La piattaforma dovrebbe potersi portare più vicino alla minaccia e fare sorveglianza, senza intervento umano, per almeno 30 giorni (idealmente 90, se possibile) ed essere in grado di tornare in azione nel giro di 5-10 giorni dalla conclusione di una pattuglia “di massima durata”.

La suite di sensori, da definire, dovrà essere efficace nello scoprire droni di Classe 2, missili cruise e antinave e caccia di 3a/4a generazione in volo fino a soli 6 m di quota sul livello dell’acqua. Dovrebbe offrire un raggio di scoperta sulle 15 miglia per questo tipo di minacce, e 10 miglia per l’avvistamento di droni di superficie e “barchini” vari.

Per costituire una “barriera” di early warning efficace, si guarda all’uso di diverse piattaforme contemporaneamente.

La Request for Information (RFI) non impone specifiche richieste sulla natura dei sensori da imbarcare, pur anticipando che sensori attivi saranno probabilmente indispensabili. Ampia libertà è lasciata quindi all’industria per fare le sue proposte. L’importante è, per facilitare l’integrazione, che i dati raccolti vengano condivisi tramite il protocollo SAPIENT, sviluppato da e per il MoD ma adottato come standard anche a livello NATO e dalle forze USA per la missione di contrasto ai droni; e tramite i protocolli ASTERIX per le tracce radar e STICS (Standards for Integrated C5ISR/EW systems) per le letture ESM/guerra elettronica.

Le risposte alla RFI sono attese entro fine marzo, e se saranno promettenti la Royal Navy vorrebbe procedere ad una rapida acquisizione su un periodo di soli 4-6 mesi. Una delle domande nel questionario all’industria chiede di identificare “rischi” contro una ipotetica data di consegna al 30 giugno prossimo.

HORUS segue la scia di altre RFI per soluzioni volte a migliorare le capacità della Marina di far fronte in particolare alle minacce portate da droni. Il progetto METIS, ad esempio, vuole acquisire sistemi C-UAV soft e hard kill imbarcabili su navi esistenti con equipaggio, mentre TALON richiede soluzioni in container, incentrate su intercettori cinetici a basso costo, per equipaggiare delle navi senza equipaggio. TALON vuole che ogni container/NavyPODS, il sistema modulare standard sviluppato dalla Royal Navy, abbia “in canna” da 25 a 100 “uccisioni”. Con il progetto BEEHIVE, invece, la Royal Navy ha appena ordinato 20 USV K3 da Kraken (in foto), come flottiglia “sperimentale”.

Ci sono infine piani ambiziosi per “navi scorta” senza equipaggio di dimensioni ben più importanti (dai 40 m, con spazio per diversi container, in su), ma questi ultimi rimangono al momento “nebulosi” in attesa del perennemente ritardato Defence Investment Plan che il Governo aveva promesso di pubblicare nell’autunno del 2025 e che ora probabilmente non arriverà prima di giugno.

Seguiteci sui nostri canali TelegramFacebookXYouTube e Instagram.

 


Condividi su:  
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE