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La questione curda nell’attuale conflitto tra Iran e Israele-Stati Uniti 27/03/2026 | Daniele Testa

La guerra tra la Repubblica Islamica dell’Iran e il blocco formato da Stati Uniti e Israele riporta l’attenzione di Teheran sulla questione curda, che da oltre un secolo costituisce un fattore di instabilità politica nelle regioni nordoccidentali della Persia.

Dopo l’uccisione dell’Ayatollah Ali Khamenei e la decapitazione dei vertici politico-militari legati al regime, adesso i Pasdaran temono che la minoranza curda possa essere utilizzata come quinta colonna dall’asse israelo-statunitense per destabilizzare l’Iran dall’interno, mentre alcuni membri appartenenti a movimenti curdi, dentro e fuori l’Iran, si sono radunati a nel Kurdistan iracheno con l’obiettivo dichiarato di svolgere operazioni lungo il confine iraniano.

Storicamente emarginati dalla maggioranza persiana e protagonisti di innumerevoli insurrezioni (anche armate) contro lo Stato centrale sin dalla nascita della Repubblica Islamica nel 1979, i Curdi iraniani costituiscono ancora una componente significativa della popolazione (stimata tra l’8-10%) e mantengono legami politici e militari con i movimenti curdi attivi nei Paesi confinanti, soprattutto in Turchia e Iraq.

I Curdi non rappresentano l’unica minoranza etnica all’interno dell’Iran, caratterizzato da una forte pluralità culturale e religiosa.

Nel seguente articolo analizzeremo nel dettaglio il ruolo delle formazioni curde nel contesto dell’attuale crisi tra Iran, Stati Uniti e Israele, valutandone capacità operative, limiti strutturali e potenziale impatto strategico. Particolare attenzione sarà dedicata alle dinamiche interne al Kurdistan iracheno e alle implicazioni regionali di una possibile mobilitazione curda.

L'articolo completo, con tutti i dettagli, è pubblicato su Risk&Strategy WEEKLY 10/26.

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