Negli ultimi giorni il ritmo delle operazioni aero-missilistiche israelo-statunitensi sull’Iran è proceduto a passo piuttosto sostenuto. Le ultime stime parlano di oltre 12.000 munizioni lanciate (3,600 solo su Teheran) e di più di 8.500 strike in 5.700 sortite (tra cui 50 in profondità nell’Iran orianetale) da parte degli israeliani, mentre gli USA hanno effettuato oltre 6.500 sortite contro circa 7.000 bersagli (con oltre 120 navi militari iraniane affondate).
I principali obiettivi continuano ad essere le installazioni militari – in particolare le basi missilistiche balistiche, quelle costiere antinave, i restanti sistemi antiaerei (l’IAF dichiara di avere colpito oltre 300 obiettivi legati alle difese aeree iraniane) e le basi aeree con relativi velivoli – nonché edifici, depositi, centri C3 nazionali e locali appartenenti ad IRGC, milizie Basij e polizia, strutture industriali legate alla produzione/ricerca di armamenti (missili, UAV, camion) e figure apicali del regime.
Negli ultimi giorni, inoltre, si sono intensificati gli attacchi ai danni di infrastrutture energetiche e petrolifere critiche: diversi serbatoi di stoccaggio del petrolio distrutti nel porto di Mahshahr, oltre 70 obiettivi colpiti dall’US Navy sull’isola “petrolifera” di Kharg il 14 marzo, raid dell’IAF il 17 marzo contro gli impianti petrolchimici di Asaluyeh (serbatoi di stoccaggio e sezioni degli impianti di trattamento del gas), nel sud dell’Iran, che servono il giacimento gasifero South Pars, che con il North Dome qatarino forma il più grande giacimento di gas al mondo.
Relativamente alle figure apicali del regime, solo negli ultimi giorni sono stati eliminati Ali Larijani - insieme a suo figlio e al Gen. Vahid Fatemi-Nejad, Capo della sua scorta - figura di alto rango all'interno della leadership del regime iraniano e consigliere senior e membro del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, nonché stretto collaboratore della Guida Suprema Ali Khamenei e vero uomo forte del Paese dopo la morte di quest’ultimo. Alla lista vanno aggiunti anche Ghelmarreza Soleimani, Comandante dell'unità Basij, e Esmaeil Khatib, Ministro dell'Intelligence, altro soggetto che ha svolto un ruolo significativo durante le varie proteste anti regime degli ultimi anni, compresi l'arresto e l'uccisione di manifestanti.
L’Iran, tuttavia, non resta a guardare e mantiene ancora una capacità di offesa balistica e dronistica coordinata su media scala affatto trascurabile, seppur con numeri inferiori del 70/75% rispetto ai primi 2/3 giorni di guerra. In particolare, il lancio di missili balistici dell’ultima settimana si colloca intorno ai 25/30 al giorno. Ciò, sfruttando tanto il progressivo esaurimento degli stock di intercettori dei sistemi missilistici antibalistici israeliani e dei Paesi arabi e l’accecamento derivante dalla distruzione/danneggiamento di diversi sensori fondamentali per la difesa missilistica dell’area.
L'articolo completo, con tutti i dettagli sulle operazioni aero-missilistiche israelo-statunitensi e sugli attacchi iraniani, è pubblicato su Risk&Strategy WEEKLY 9/26.
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