L’escalation di attacchi contro l’infrastruttura Oil&Gas regionale sembra non fermarsi.
Dopo l’attacco israeliano di ieri al giacimento gasifero di South Pars, e la conseguente risposta iraniana con il lancio di missili contro la raffineria di Ras Laffan in Qatar (dove si sono registrati ingenti danni) e un obiettivo non identificato (una raffineria o un deposito di carburante) nei pressi di Riyadh (Arabia Saudita), l’Iran ha colpito per la prima volta obiettivi in Mar Rosso.
Questa mattina, infatti, come aveva minacciato di fare ieri, Teheran ha lanciato almeno un missile e un paio di droni contro la raffineria di SAMREF (JV tra la saudita ARAMCO e l’americana Exxon Mobil) nella città portuale di Yanbu, situata appunto lungo le coste del Mar Rosso (circa 280 km a nord di Jedda). L’obiettivo si trova ad almeno 1.300 km dal territorio iraniano. Come confermato dal Ministero della Difesa saudita, la raffineria è stata colpita da almeno 1 drone ed è in corso la valutazione dei danni, mentre il missile balistico sarebbe stato intercettato. Lo stesso terminal portuale petrolifero di Yanbu ha sospeso inizialmente le operazioni di carico, che dovrebbero però riprendere nelle prossime ore.
L’attacco è particolarmente rilevante in quanto è diretto contro l’hub petrolifero di Yanbu, attualmente uno dei 2 unici sbocchi per l’esportazione di petrolio greggio proveniente dai Paesi arabi del Golfo (l’altro è il porto emiratino di Fujairah, nel Golfo di Oman), data la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Seguiteci sui nostri canali Telegram, Facebook, X, YouTube e Instagram.



.gif)
