RIVISTA ITALIANA DIFESA
Iran, l’isola di Kharg il banco di prova dei nuovi Marines? 16/03/2026 | Pietro Batacchi

Trump e il Pentagono stanno valutando se lanciare un'operazione per conquistare la strategica isola di Kharg, il terminal petrolifero dal quale passa circa il 90% della capacità di esportazione petrolifera dell’Iran. Prenderne il controllo significherebbe, di fatto, soffocare economicamente l’Iran e ridurne notevolmente la sua resilienza. Per questo, la 31th Marines Expeditionary Unit sta lasciando il teatro Asia-Pacifico per muoversi verso il Golfo (anche se per ora si sta muovendo solo la LHA USS TRIPOLI, scortata da 2 cacciatorpediniere BURKE), mentre pochi giorni fa un raid condotto dai bombardieri dell’USAF ha colpito i bunker e le postazioni militari iraniane sull’Isola.

Un’eventuale operazione per catturare l’Isola, che è a 25 km dalla terraferma, dunque ben al di dentro l’engagement zone di una svariata tipologia di sistemi iraniani, costituirebbe un banco di prova importante per l'USMC e per tutte quelle innovazioni dottrinali lanciate a partire dal 2019, sotto la guida del geniale Generale David Berger, allora Comandate del Corpo, e tese a trasformare l'USMC in una pedina per operare in maniera “agile” in funzione anti-bolla A2/AD e per operare dentro la Firing Zone dell'avversario come Stand-In Force. Da qui, la storica decisione di rinunciare alla componente corazzata e di ridimensionare l’artiglieria pesante a traino meccanico, ed il focus, invece, su droni e capacità di fuoco di precisione a lungo raggio.

Ecco, allora, l’introduzione del sistema NAVY MARINE EXPEDITIONARY SHIP INTERDICTION SYSTEM (NMESIS), basato su un veicolo tattico JLTV non pilotato e 2 missili antinave Naval Strike Missile, e degli HIMARS con munizionamento guidato a lungo raggio (HIMARS che, peraltro, vengono usati anche dal ponte delle navi anfibie). Poi, l'acquisizione a massa e l’introduzione di loitering muntions per la componente di fanteria – Organic Precision Fire (OPF) – ovvero il trittico composto dalla SWITCHBLADE-300, la  ROGUE 1™ e la BOLT-M, che aumentano enormemente la flessibilità e la letalità delle pedine di fanteria.

Infine, l’introduzione del sistema a corto/cortissimo raggio sup-aria MARINE AIR DEFENSE INTEGRATED SYSTEM (MADIS), che abbina alla mitragliera da 30 mm 4 missili STINGER, ed è ideale per la difesa contro i droni. Sempre in chiave antidrone, specie per la protezione contro droni mini e micro, si sta inoltre accelerando l'introduzione di sistemi portatili antidrone - ORGANIC-COUNTER SMALL UAS (O-CSUAS).

Nel complesso, Kharg potrebbe costituire una grande opportunità per i Marines di mettere in pratica quanto sperimentato e provato negli ultimi 6-7 anni, con un occhio a quanto un domani potrebbe accadere in Asia-Pacifico, dove i Marines sarebbero chiamati ad operare “punto a punto” su isole e isolette dentro il poderoso Firing Complex cinese. 

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