RIVISTA ITALIANA DIFESA
Leonardo: aggiornamento 2026 del piano industriale all’insegna di MICHELANGELO DOME 13/03/2026 | Eugenio Po

Ieri 12 marzo, il Prof. Roberto Cingolani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, ha presentato l’aggiornamento del piano industriale 2026-2030 dell’azienda. Il nuovo piano parte da quello precedente, i cui obiettivi sono stati tutti raggiunti (al di là di ogni aspettativa), e definisce la traiettoria del gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale (un concetto, quest’ultimo, che va oltre la difesa e che, a detta del Prof. Cingolani, potrà garantire profitti anche maggiori rispetto a quelli della difesa stessa).

Nell’illustrare le novità, l’AD di Leonardo è partito con un excursus sull’ultimo triennio, dal 2022 al 2025, con i dipendenti passati da poco meno di 51.400 a oltre 62.700 (+22%), i siti nel mondo cresciuti da 105 a 131, gli ordini aumentati da 17,3 miliardi di euro a 23,8 miliardi di euro (+38%), i ricavi cresciuti da 14,7 miliardi di euro a 19,5 miliardi di euro (+33%), il Free Operating Cash Flow (FOCF) incrementato da 0,54 miliardi di euro a 1 miliardo di euro (+86%). Nei 3 anni passati sono aumentati molto sia i dividendi, sia la capitalizzazione di mercato: i primi sono triplicati, passando da 0,14 euro per azione a 0,52 euro, mentre la seconda è sestuplicata, crescendo da 4,6 miliardi di euro a 33,8 miliardi di euro.

Come detto, le stime previste nel nuovo piano sono ancora migliori, con ordini complessivi (2026-2030) pari a 142 miliardi di euro (con un incremento di 24 miliardi rispetto a quanto ipotizzato, solo lo scorso anno, nel piano 2025-2029) e i ricavi complessivi pari a circa 126 miliardi (+20 miliardi rispetto al piano 2025-2029). Buoni risultati anche sul versante della redditività, con l’EBITA cumulativo tra il 2026 e il 2030 stimanto in 14 miliardi (+3 miliardi rispetto al piano dello scorso anno). Il ROS a doppia cifra (10,5%) sarà raggiunto nel 2027, come indicato anche nel piano 2025-2029, mentre dovrebbe crescere fino al 12% nel 2030.

Tutti dati molto positivi e che non includono IDV, la cui operazione di acquisizione si dovrebbe finalizzare proprio a marzo (e per la quale Leonardo deve ancora decidere se tenersi anche il business degli autocarri o meno).

La chiave del successo dell’azienda, che oggi opera veramente come una “one company” (mentre in passato, anche dopo il cambio di nome, ha continuato a muoversi come una conglomerata), cioè il suo vero collante è, secondo l’AD, l’elettronica, attorno alla quale ci sono poi i settori aeronautico, spaziale, terrestre e marittimo, rinforzati, a loro volta, dall’impiego dei supercomputer, dal cloud, dallo Spazio e dalla cybersecurity. Questa maggiore attitudine ad operare come “one company” ha portato il Prof. Cingolani (sempre estremamente efficace nel corso di qesti eventi, un vero “comunicatore di razza”) ad illustrare solamente i dati complessivi dell’azienda, senza soffermarsi, come in passato, sui risultati Divisione per Divisione (dati comunque disponibili e forniti). Viceversa, però, tutti i Capi Divisione (compresi i vertici della controllata americana Leonardo DRS) sono poi stati disponibili, con gli analisti finanziari (non con la stampa) per ulteriori approndimenti specifici.

Senza dubbio, MICHELANGELO DOME è stato uno degli elementi chiave dell’evento. Come già indicato nella prima presentazione lo scorso novembre, MICHELANGELO DOME è uno “scudo” pensato per proteggere da sciami di droni (e missili cruise) a bassa quota, e da missili balistici ed ipersonici (alle quote più elevate). Il sistema (interoperabile, multidominio, in grado di impiegare qualsiasi tipo di piattaforma, di sensore e di effettore, cybersicuro by design) consiste nella possibilità di mettere in rete svariati sistemi (satelliti, radar, sistemi missilistici, artiglierie) e fa ampio ricorso all’IA. Il suo “core” è incentrato nel cosiddetto MICHELANGELO 5 (MC5), un modulo in grado di interconnettere tutte le piattaforme, i sensori e gli effettori, realizzando il concetto di kill web (che supera quello di kill chain), cioè qualunque sensore può essere impiegato per utilizzare il miglior effettore disponibile (concetto applicabile anche a livello multinazionale). Grazie una struttra ad architettura aperta e platform agnostic, che consentirà di impiegare con efficacia, sensori e sistemi di provenienza diversa, il sistema permetterà una crescita graduale e un approccio modulare: una soluzione che rende, un sistema di difesa così articolato e complesso, economicamente sostenibile anche da Paesi "di media grandezza" (una soluzione “ad architettura chiusa” e “non modulare” probabilmente se la possono permettere solo gli USA e la Cina: NdA). Su MICHELANGELO DOME, l’AD di Leonardo ha presentato tempistiche estremamente “aggressive”, con i primi test della Dead Zone di MICHELANGELO (cioè la componente di artiglierie, per la difesa “di punto”, incentrata su 30 mm, 40 mm e 76 mm) previsti nel 2026, le prime prove di difesa antibalistica (crediamo si possa trattare di sperimentazioni sui sensori: NdA) previste nel 2027 e una capacità iniziale dell’MC5 prevista nel 2028.

Il sistema, i cui primi elementi saranno inviati in Ucraina già nel 2026, ha destato molto interesse, con oltre 20 Paesi a cui il progetto è stato illustrato (anzi, c’è stata, in questi giorni, una qualche forma di “risposta” da parte di Thales sotto forma del suo programma SKY DEFENDER, anche se, tale sistema pare più una soluzione “classica” diciamo “chiavi in mano” e non ad architettura aperta: NdA). Leonardo stima che MICHELANGELO potrebbe sbloccare opportunità di business, incentrate soprattutto come service provider, per circa 21 miliardi di euro nella prossima decade (6 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030 e 15 miliardi fino al 2035).

Come detto, il tema della global security, costituisce un’ulteriore opportunità per Leonardo, poiché le minacce ibride stanno crescendo notevolmente e la difesa da tali rischi rappresenta una straordinaria opportunità di business. Su questo tema, la cyber defence e il supporto all’agricoltura sono stati indicati a titolo esempio, ma le opportunità spaziano dai servizi di emergenza, alla protezione delle strutture energetiche, dalla sicurezza nei trasporti, alla protezione dei servizi finanziari, più molte altre (al momento le opportunità di business, fino al 2030, sono stimate in 1,5 miliardi di euro).

Ulteriori approfondimenti su RID 05/26, con dettagli su programmi e su altri temi trattati nel corso di questo evento molto ricco di novità.


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