Primo esperimento a Yuma durante il Cross Domain Fires 26 Concept-Focused Warfighting Experiment.
L’US Army ha annunciato un “piccolo”, eppure storico, sviluppo con il primo lancio di un Air-Launched Effect (ALE) da AH-64E APACHE.
Il lancio, avvenuto nei giorni scorsi, è stato parte delle attività sperimentali nell’ambito della campagna Cross Domain Fires 26 Concept-Focused Warfighting Experiment. L’acquisizione di ALE aerolanciati è visto come un fondamentale potenziamento delle capacità dell’Aviazione dell’Esercito, che conferirà agli elicotteri (e non solo) la capacità di scoprire e colpire bersagli molto in profondità oltre le difese nemiche. Gli eventi del Cross Domain Fires continueranno fino al 13 marzo fra Yuma, Fort Sill in Oklahoma e il White Sands Missile Range (WSMR).
Non ci sono dettagli sulla natura dell’ALE lanciato da APACHE, per il momento. L’unica immagine rilasciata mostra un drone dalla configurazione simile agli Anduril ALTIUS 600/700 già visti in precedenza su BLACK HAWK, ma il lancio è vistosamente più “focoso” con l’uso di un razzo per sparare il drone ben "avanti" all’APACHE. Su BLACK HAWK avevamo visto rilasci per gravità e “soffici” lanci da tubo.
Il programma “Launched Effects” prevede l’acquisizione di molteplici tipi di droni lanciati da terra e dall’aria per assicurare allo US Army maggiori capacità di ricerca e strike in profondità. L’Amministrazione Trump ha fatto di questo programma una delle principali priorità per l’Esercito, impartendo un’accelerata alle attività sperimentali.
Nella Budget Request del 2026 appaiono 63 non meglio identificati Air Launched Effects da comprare con un budget di poco superiore ai 62 milioni di dollari.
A gennaio, il DoW aveva pubblicato una richiesta all’industria per identificare possibili fornitori interessati a fare da Integratori di Sistema per il progetto Long Range Precision Munition (LRPM) Launched Effects - Medium Range (LE MR) Lethal Capability, ovvero per un drone-missile con carico esplosivo e lunga gittata.
Questa munizione dovrebbe diventare disponibile sia per lancio aereo sia per lancio da terra, con gittata richiesta superiore ai 100 km. La documentazione rilasciata specificava che il carico letale sarà fornito direttamente dallo US Army che lo ha sviluppato “in casa”. Si tratta di una testata ad effetto combinato (Combined Effects Warhead) con spoletta e sicurezza elettroniche (Electronic Safe and Arm Device, ESAD) e spoletta di prossimità laser (Miniaturized Front End Laser Proximity Sensor, MFELPS), un non meglio identificato “seeker” fornito da Hood Tech. L’US Army fornirà anche il software Multiple Simultaneous Engagement Technology (MSET) software da integrare anch’esso nel drone.
La richiesta domandava anche all’industria un piano per arrivare alla produzione di 200-600 prototipi con valenza operativa da consegnare fra giugno 2027 e settembre 2031; non è chiaro se il lancio a Yuma sia direttamente collegato a questo specifico segmento del progetto Launched Effects.
Gli ALE serviranno sia come armi che come sensori ed effettori “non-cinetici” (guerra elettronica ecc). Le soluzioni ALE per l’APACHE vanno di fatto a rimpiazzare l’attuale capacità di strike a lungo raggio ad interim rappresentata da un piccolo numero di sistemi israeliani SPIKE NLOS.
All’inizio delle prove, (partite il 2 marzo scorso), l’APACHE ha inoltre testato le nuove munizioni 30x113 APEX (Aviation Proximity Explosive). Questo nuovo proiettile dovrebbe mantenere una valenza contro bersagli al suolo sostanzialmente analoga alle munizioni M789 di normale uso, al contempo offrendo una enormemente incrementata capacità contro-droni in volo grazie alla spoletta di prossimità e al pattern di frammentazione airburst di fronte al bersaglio.
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