Nelle prime ore di questa mattina sono proseguite le operazioni israeliano-statunitensi contro l’Iran, con annesse risposte missilistiche del regime, mentre emergono dettagli relativi ad attacchi e contrattacchi iraniani della giornata di ieri.
Riguardo a quest’ultimo punto, le IDF affermano che la ricerca degli obiettivi è stata condotta "parallelamente al monitoraggio preciso della posizione dei Comandanti e degli alti dirigenti iraniani". Secondo le IDF, un "fattore significativo" nella decisione degli Stati Uniti di unirsi a Israele nell'operazione contro l'Iran è stata la fiducia nelle "capacità operative e di intelligence" delle IDF, insieme ai risultati ottenuti nella Guerra di giugno. L’avvio delle operazioni è avvenuto di giorno probabilmente per 2 motivi, non necessariamente tra loro contrastanti: in primis, gli Iraniani non si aspettavano che un attacco su larga scala potesse verificarsi durante il giorno. In secondo luogo, è possibile che l’operazione sia stata anticipata in base ad informazioni “time sensitive”.
Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, gli Stati Uniti hanno effettuato quasi 900 attacchi utilizzando asset aerei, navali e terrestri, cifra che non indica le attività di difesa missilistica contro vettori balistici, cruise (si parla di 300 missili iraniani lanciati) e UAV effettuati da PATRIOT, THAAD ed SM-2/3. Da parte USA, nella prima ondata di attacchi sono stai utilizzati missili BGM-109 TOMAHAWK (ed RGM-109E TACTOM Block IV/V) - 8 dei quali lanciati dai cacciatorpediniere classe ARLEIGH BURKE appartenenti al CSG della portaerei FORD in navigazione nel Mediterraneo orientale - per la soppressione delle difese aeree, seguiti dall’impiego di velivoli tattici ed armi stand-off (tra cui F/A-18 SUPER HORNET ed F-35C del Carrier Air Wing 9 imbarcati sulla portaerei LINCOLN). Inoltre, gli USA hanno utilizzato alcune nuove capacità, tra cui droni d'attacco unidirezionali LUCAS, copia degli iraniani SHAHED, sistemi HIMARS equipaggiati con razzi a guida di precisione GMLRS e missili ATACMS, nonché PrSM (Precision Strike Missile, al suo debutto operativo) utilizzati contro radar di allerta precoce e lanciatori di missili balistici, più un nuovo comando e controllo multi-geografico. Le Forze Armate statuntensi si sono concentrate su obiettivi altamente paganti, quali strutture navali, siti di difesa aerea e strutture missilistiche, anche sotterranee, queste ultime pesantemente colpite stanotte durante il raid effettuato dai 4 bombardieri B-2 con bombe GBU-31(V)3/B JDAM da 2.000 libbre (900 kg) dotate di una testata a penetrazione dura., che hanno condotto la missione decollando direttamente dagli Stati Uniti continetali (Whiteman AFB).
Dal canto suo, Israele parla di oltre 1.200 munizioni impiegate dai propri aerei da combattimento nelle 24 ore di operazioni. Circa 200 jet dell'IAF hanno bersagliato missili e i sistemi di difesa aerea dell'IRGC nell'Iran occidentale e centrale, colpendo oltre 500 obiettivi, attacchi che hanno permesso di espandere la superiorità aerea dell'IAF sullo spazio aereo iraniano. Alle operazioni hanno partecipato tutte le tipologie della flotta tattica israeliana: F-35I ADIR, F-16C/D BARAK e F-16I SUFA, F-15I RA'AM e F-15A/C/D BAZ, questi ultimi dello Squadrone "Knights of the Twin Tail" visti armati con JDAM GBU-31(V)3/B a guida GPS dotate di testate BLU-109 da 2.000 libbre. Tuttavia, finora c’è stato un diffuso impiego di armi stand-off, inclusi i diversi tipi di missili quasi balistici aviolanciati RAMPAGE, ROCKS, AIR LORA, BLUE SPARROW, GOLDEN HORZON e anche un missile più pesante e a lungo raggio. Le loro elevate velocità e le traiettorie quasi balistiche aumentano la difficoltà di intercettazione e consentono tempi di ingaggio ridotti, rendendoli adatti a sconfiggere bersagli di alto valore e sensibili al fattore tempo in ambienti contesi (difese aeree e obiettivi critici legati al comando e al controllo in profondità del territorio iraniano) senza mettere a rischio gli aerei con equipaggio.
Alcuni F-16C BARAK ed F-15C BAZ sono stati visti decollare senza serbatoi esterni e armati con missili aria-aria AIM-7 SPARROW e AIM-120B AMRAAM, probabilmente per operazioni DCA antidrone. Utilizzati anche i droni armati HERON, EITAN E HERMES 900 soprattutto per dare la caccia e distruggere i lanciatori di missili balistici situati nell’Iran nordoccidentale.
GLI OBIETTIVI
La lista di obiettivi colpiti finora è abbastanza corpose nei numeri e, soprattutto, nel valore. La residenza e il palazzo della Guida Suprema del regime islamico, Ali Khamenei, nella zona di Pasteur sono stati colpiti dall'Aeronautica Militare israeliana con missili aerobalistici GOLDEN HORIZON. Khamenei è stato ucciso assieme a sua moglie, mentre suo figlio, Mojtaba, sarebbe rimasto gravemente ferito. Secondo quanto riportato, l'ufficio del Presidente del iraniano, Massoud Pezeshkian, è stato colpito ma il Presidente è ancora vivo e ha parlato alla Nazione. Il Ministro della Difesa, Aziz Nasirzadeh, il consigliere per la sicurezza nazionale di Khamenei, Amm. Ali Shamkhani e il Comandante in Capo delle forze dell'IRGC, Gen. Mohammad Pakpour, sono stati eliminati durante un attacco coordinato. Relativamente alle strutture di comando sono stati bombardati quartier generale dell'intelligence, diverse basi dell'IRGC nei pressi di Teheran - incluso il quartier generale nel distretto di Qasr Firouzeh - e le abitazioni di diversi leader, tra cui la residenza dell'ex Presidente Mahmoud Ahmadinejad, nel quartiere Narmak, che sarebbe rimasto ucciso. Nella mattinata di oggi, le IDF affermano di aver eliminato 40 Comandanti iraniani, tra cui Abdolrahim Mousavi, che ricopriva la carica di Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, successore di Mohammad Bagheri eliminato nell'attacco di apertura del giugno 2025, e altri 6 sette membri dei massimi vertici della sicurezza iraniana che si erano radunati in diverse località di Teheran. Di fatto si parla di una delle più grandi "operazioni di decapitazione" del regime, resa possibile grazie all'intelligence israeliana (con il supporto di quella statunitese, NdR) che è riuscita a infiltrarsi nei vertici della sicurezza iraniana, rendendo possibili gli attacchi. A tal proposito, va notato che tra gli obiettivi di alto rango non figura il Gen. Esmail Qaani, comandante della Forza Quds IRGC, “misteriosamente” risparmiato dagli attacchi israelo americani. Ufficialmente assente negli incontri di alto livello delle ultime ore dei vari generali con la Guida Suprema a causa di una malattia. Elemento che va a rafforzare le già solide voci che da tempo parlano di una sua collaborazione con il Mossad…
Dal punto di vista militare la lista è ancora più lunga. In primis sono stati eliminati quasi tutti i siti radar di controllo del traffico aereo e di allerta precoce, tra cui un sito radar di controllo del traffico situato sull'isola di Kish e una stazione radar di allerta precoce situata presso il porto di Shahid Bahonar, vicino a Bandar Abbas.
Successivamente, sono state certamente colpite una base missilistica balistica a Khomein, a sud-ovest di Tehran, un impianto di produzione di droni d'attacco unidirezionali ad Isfahan, diversi siti militari, tra cui una base di missili balistici e una batteria di difesa aerea a medio raggio 3 KHORDAD a Kermanshah e una base missilistica balistica a Zanjan. I missili da crociera TOMAHAWK lanciati dai cacciatorpediniere classe ARLEIGH BURKE della US Navy da Mediterraneo e Mar Arabico hanno colpito un sito di difesa aerea della Forza Aerospaziale IRGC a Garam Darreh, a ovest di Tehran, una batteria antiaerea e una base missilistica balistica a Bushehr, e la base aerea di Dezful, (Iran sudoccidentale), sebbene non sia chiaro se siano stati colpiti i caccia o siti di difesa aerea. La Marina degli Stati Uniti ha colpito diversi siti militari a Konarak, nel sud-est dell’Iran, tra cui la base aerea dell'Aeronautica Militare, utilizzata anche dalla Marina e dalle Forze Aerospaziali dei Pasdaran, che ospita per 2 unità di droni, le stesse che hanno recentemente tentato di far volare un drone armato SHAHED-129 vicino alla portaerei LINCOLN. Secondo i video pubblicati dalla US Navy – provenienti dai pod di puntamento dei caccia F/A-18E/F e dai sensori degli F-35C - relativi al primo giorno di operazioni della portaerei LINCOLN, i velivoli dell’Air Wing hanno abbattuto un drone SHAHED-129, ed eliminato un cannone antiaereo Zu-23, un lanciamissili antinave C-802, il già citato radar situato sull'isola di Kish. Bersagliata anche e la base Imam Ali della Marina IRGC, a Chabahar, dove è stata affondata una corvettona/fregata leggera classe JAMARAN/MOUDGE.
Colpite anche le installazioni missilistiche situate a Tabriz e nelle aree circostanti. In particolare, un sito radar di difesa aerea e di allerta precoce, un sito di difesa aerea a medio raggio TABAS e 2 TEL di missili balistici. Nella stessa Tabriz, secondo gli israeliani, sarebbero stati distrutti un F-4E e un F-5E in procinto di decollare, sebbene dai video pare si tratti di simulacri.
Su Shiraz è stata segnalata la presenza di UAV MQ-9A REAPER dell’USAF che, verosimilmente, sorvolano la città alla ricerca di lanciatori di missili balistici. Shiraz, infatti, ospita 2 basi appartenenti al comando missilistico della Forza Aerospaziale IRGC: una comprende 3 unità missilistiche balistiche, di cui una dotata di missili balistici a medio raggio, mentre l'altra funge da base di supporto logistico.
Una delle cosiddette città missilistiche sotterranee – la base missilistica balistica di Haji Abad nella provincia di Hormozgan – è stata bersagliata dai B-2, e una massiccia esplosione è stata registrata presso la guarnigione delle forze terrestri IRGC Heydar Karrar, a Damavand.
Gli israeliani hanno colpito la sede della Iranian Electronics Industries Corporation a Shiraz, nel sud dell’Iran, azienda impegnata nella progettazione e produzione di sistemi di difesa aerea, sistemi radar e componenti elettronici per missili e droni. Sulla stessa falsariga di indebolimento delle capacità produttive militari iraniane, gli americani hanno colpito uno stabilimento di produzione di droni della Qods Aerospace Industries Corporation situato presso l'aeroporto Mehrabad di Teheran. Colpite diverse fabbriche appartenenti al Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate, situate all'interno dei locali del complesso industriale di Kheirabad, vicino ad Arak.
Sotto attacco, purtroppo, è finita anche una scuola elementare femminile a Minab, nel sud Iran, colpita da un missile da crociera lanciato dalla US Navy. La scuola era affiliata alla Marina IRGC e vi studiavano soprattutto le figlie del personale della Marina. Si trovava all'interno della guarnigione Seyyed Al-Shohada della Brigata Asef che gestisce 2 unità equipaggiate, rispettivamente, con missili da crociera antinave e con missili balistici antinave.
Colpiti anche obiettivi iraniani situati in altri Paesi, come le basi della Forza Quds presenti in Iraq e quella appartenente alle Forze di Mobilitazione Popolare Irachene (Hashd al-Shaabi) situata a Bassora.
Nelle prime ore del 1° marzo gli israeliani affermano di aver colpito ulteriori 30 obiettivi nell'Iran occidentale e centrale, inclusi sistemi di difesa aerea, lanciamissili balistici (tra cui uno dei siti di lancio di missili GHADR, nell’area di Qom) e centri di comando. Pesantemente colpita anche Teheran, dove continuano ad essere bersagliati obiettivi legati al regime quali basi e quartier generali delle forze di sicurezza e delle unità speciali del regime islamico (tra cui il Centro di Comando Tharallah), nonché il complesso residenziale Chamran del Ministero della Difesa e della Logistica, dove risiedono centinaia di membri del ministero responsabili della progettazione e produzione di missili balistici. Tali attacchi mirano a consolidare la superiorità aerea localizzata e a creare una rotta libera verso Teheran per dare la possibilità ai caccia di effettuare attacchi diretti in massa con rischi minimi. Ciò aprirebbe i cieli a bombardamenti su larga scala sulla capitale, riducendo il ricorso a munizioni a distanza. A tal proposito, il Ministro della Difesa israeliano Katz ha dichiarato che l'IAF ha inziato questa mattina ad utilizzare munizionamento stand-in nelle operazioni su Teheran, segnalando il raggiungimento della superiorità aerea sulla capitale.
Ovviamente, le operazioni cinetiche sono state affiancate da quelle EW e cyber. A tal proposito, i siti web dei media del regime sono stati hackerati e, contemporaneamente, sono stati inviati messaggi SMS a milioni di iraniani contenenti notizie sulle operazioni Roaring Lion ed Epic Fury.
LA RISPOSTA DELL'IRAN
Il grosso della risposta missilistica balistica iraniana è partito dalla base Imam Ali, situata nei pressi di Khorramabad, che risulta ancora attiva.
La difesa aerea israeliana ha intercettato la maggior parte dei missili balistici, il grosso dei quali costituiti da FATTAH e SEJIL-2. Le IDF affermano che ci sono state almeno 20 ondate di missili iraniani nelle ultime 24 ore, per un totale di oltre 200 missili balistici (concentrati soprattutto su Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa con gravi danni soprattutto ad infrastrutture civili, ma non solo), numero leggermente inferiore a quello relativo alla prima notte della Guerra dei 12 giorni, rispetto alla quale, tuttavia, le capacità di comando e il controllo dell'Iran sono state pesantemente degradate. L’Aeronautica israeliana afferma di aver abbattuto quasi tutti i droni d'attacco unidirezionali SHAHED-136 lanciati verso Israele, molti dei quali nell’area di confine tra Israele e Siria.
Ovviamente, gli iraniani non si sono limitati a colpire Israele. Le Forze Aerospaziali hanno utilizzato missili balistici, cruise e droni d’attacco unidirezionali SHAHED-136 per colpire la base di Al-Jufair in Bahrein, sede del quartier generale della 5ª Flotta della US Navy, danneggiando alcune aree logistiche e una cupola radar (con uno SHAHED-136), mentre sono segnalati incendi e danni gravi al porto. Gli SHAHED-136 hanno colpito anche diversi edifici della capitale Manama, nonché l’aeroporto. Le Forze Armate del Bahrein affermano di aver intercettato almeno 45 missili e 9 droni lanciati dall'Iran.
In Kuwait, i sistemi di difesa aerea a lungo raggio Patriot PAC-3 MSE dell’US Army hanno abbattuto diversi missili balistici lanciati dall’IRGC verso la base aerea di Ali Al Salem. Secondo diverse segnalazioni, alcuni soldati kuwaitiani sarebbero rimasti feriti a causa della caduta di detriti. Nostre fonti parlano di alcuni danni subiti dalla base (depositi carburante, hangar velivoli kuwaitiani, parcheggio mezzi), mentre è ancora in corso la valutazione di eventuali danni ai velivoli dell’Aeronautica Militare Italiana, resa difficile dai continui allarmi aerei. Uno dei missili balistici ha colpito una strada trafficata vicino a Kuwait City, mentre l'aeroporto internazionale Kuwait è stato colpito dai droni d'attacco unidirezionali SHAHED-136. Le autorità kuwaitiane parlando di 97 missili e 283 droni lanciati dall’Iran.
Pesantemente colpiti gli Emirati Arabi Uniti (EAU), nonostante la presenza di un sistema missilistico antibalistico PATRIOT PAC-3 dell’US Army che ha intercettato con successo diversi missili balistici lanciati verso la base aerea di Al-Dhafra, vicino a Abu Dhabi, l'isola di Saadiyat, le città di Khalifa, Bani Yas, Mohammed bin Zayed e Al Falah. Particolarmente colpita Dubai, dove diversi UAV- SHAHED-136 hanno impattato l’esclusivo quartiere residenziale ed alberghiero di Palm Jumeirah, l'iconico e lussuosissimo hotel Burj Al Arab, nonché l’aeroporto internazionale (e anche quello di Abu Dhabi). Secondo le fonti ufficiali, gli emiratini hanno intercettato 541 droni, 167 missili (di cui 2 cruise).
Anche il Qatar ha subito il lancio di numerosi missili balistici diretti contro la base aerea di Al Udeid. Anche in questo caso, i sistemi di difesa aerea a lungo raggio PATRIOT PAC-3 e THAAD dell’US Army li hanno intercettati e abbattuti quasi tutti. Uno ha colpito un'area civile ad Al Wakrah, vicino a Doha. Si trattava del secondo stadio di un missile balistico ancora pieno di carburante che, quando si è schiantato, ha causato un enorme incendio. Tuttavia, sarebbe stato colpito un sistema radar di allerta precoce AN/FPS-132 Block V appartenente alla Space Foce statunitense. Non è ancora chiaro se il radar abbia subito danni, ma nelle prossime ore saranno disponibili immagini satellitari del sito che potrebbero chiarire l'entità dell'impatto. Secondo le fonti ufficiali il Qatar ha intercettato 65 missili e 12 droni.
L’Iran ha lanciato missili da crociera e balistici a corto raggio, nonché UAV suicidi, verso i siti diplomatici e militari statunitensi anche ad Erbil, nel Kurdistan iracheno. Sono documentati impatti multipli - alcuni missili o UAV hanno colpito la centrale elettrica di Duhok, provocando un blackout diffuso in tutta la città e in diverse altre regioni del nord Iraq - sebbene la maggior parte dei missili sia stata intercettata dai sistemi di difesa aerea dell’US Army.
Lanciati anche diversi missili balistici contro la base aerea giordana di Muwaffaq al-Salti, dove sono state registrate esplosioni secondarie, probabilmente legate all’eliminazione di un sistema di difesa aerea. Secondo fonti ufficiali, l'Iran ha lanciato 13 missili e 36 droni contro obiettivi in Giordania.
Colpito con droni kamikaze a lungo raggio anche il porto omanita di Duqm, un po’ a sorpresa considerando che l'Oman ha giocato un ruolo diplomatico importante tra Iran e USA, mentre 2 missili balistici a medio raggio sono stati lanciati contro la base RAF di Akrotiri a Cipro, installazione non protetta da sistemi di difesa aerea e particolarmente vulnerabile.
LE ATTIVITÀ DI DIFESA AEREA IRANIANE
Al momento non si hanno evidenze su alcuna attività di difesa aerea da parte iraniana. Le già compromesse capacità di scoperta da parte della rete radar e delle relative batterie missilistiche rimanenti dopo la Guerra dei 12 Giorni, sono state ulteriormente degradate dalle operazioni SEAD/DEAD israelo statunitensi durante la fase di apertura delle operazioni (prime 2/3 ore). La stessa Aeronautica risulta fondamentalmente assente, ad eccezione di una manciata di voli di “propaganda” effettuati da F-5 e MiG-29 disarmati, visti a bassa quota su Teheran ed altre città nelle prime ore di operazioni. Al momento, ci risulta che l'Aeronautica iraniana ha spostato il grosso dei propri velivoli ancora operativi (F-4E PHANTOM II, F-5 e derivati e MiG-29) in basi sotterranee, con la volontà di preservarli e non utilizzarli. Alcune fonti parlano di precise direttive del Comando Difesa Aerea che istruiscono l'Aeronautica Militare a non effettuare voli di pattugliamento sull'Iran, per evitare che gli aerei vengano erroneamente identificati come nemici e si creino casi di fuoco amico.
CONCLUSIONI
È probabile che, nelle prossime ore, proseguano le operazioni di soppressione/distruzione delle restanti difese aree e dei sistemi balistici (siti di stoccaggio, impianti di produzione e lanciatori), ad opera israeliana, nonché uno spostamento del focus sulle capacità antinave e di interdizione navale iraniane, ad opera statunitense. Probabili nuovi bersagli quelli legati all'organizzazione paramilitare Basij e alle infrastrutture nucleari. Al momento, infatti, non si hanno notizie relative ad attacchi contro installazioni nucleari, ad eccezione dell'Università di Tecnologia Sahand, nella città di Tabriz, nel nord-ovest dell'Iran, associata al programma nucleare iraniano. Per l’Iran le prossime ore saranno decisive. La finestra temporale a disposizione del regime iraniano per reagire con missili balistici si restringe con ogni secondo che passa, mentre l'USAF e l'IAF danno la caccia a un numero sempre maggiore di missili TEL e compromettono ulteriormente il comando e il controllo dell'IRGC.
Ulteriori dettagli su Risk&Strategy WEEKLY.



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