Il terzo anno di Guerra (febbraio 2024 – febbraio 2025) in Ucraina si era concluso con l'avanzata russa nel Donbas (partita da Avdiivka), ormai giunta quasi alle porte di Pokrovsk e di Chasiv Yar, con le forze di Kiev quasi definitivamente “cacciate” dall’Oblast russo di Kursk e, soprattutto, con l’entrata in carica del nuovo Presidente statunitense Donald Trump.
Nel presente articolo, come facciamo ormai da 3 anni, cercheremo di ripercorrere i principali avvenimenti del 4º anno di Guerra (febbraio 2025 – febbraio 2026), di identificare i trend e di analizzare gli sviluppi più rilevanti.
Innanzitutto, l'analisi del 4º anno di Guerra in Ucraina evidenzia come la Federazione Russa abbia mantenuto l'iniziativa sul terreno, sebbene i progressi siano stati ottenuti a un costo umano e materiale senza precedenti, con perdite cumulative che hanno probabilmente superato il milione di unità tra morti, feriti e dispersi dall’inizio della Guerra (le stime variano da 850.000 a 1,2 milioni). A dicembre 2025, il CSIS (Center for Strategic and International Studies) stimava circa 1,2 milioni di perdite totali per Mosca dall'inizio del conflitto, di cui 325.000 decessi. Di questi, secondo il MoD UK, sono quasi 340.000 le perdite nel solo 2025. Questo dato suggerisce che la Russia stia consumando la propria forza militare a un ritmo di circa 25.000-28.000 unità al mese, una cifra che viene a malapena pareggiata dal tasso di coscrizione mensile di 30.000-33.000 unità.
Per quanto riguarda invece gli Ucraini, il logoramento è altrettanto severo, sebbene gestito con una maggiore attenzione alla conservazione della forza. Le stime del CSIS indicano tra 500.000 e 600.000 perdite totali per Kiev, con decessi confermati tra 100.000 e 140.000 unità, ma i numeri reali sono probabilmente più alti (600.000 – 800.000 perdite).
La disparità nel rapporto di perdite si è stabilizzata intorno a 2:1 a favore dell'Ucraina, ma questo vantaggio viene eroso dalla capacità russa di accettare tassi di perdite altissimi per ottenere guadagni territoriali minimi e dal diverso potenziale umano dei 2 Paesi (144 milioni di abitanti la Russia, attorno ai 28 milioni l’Ucraina). Per ciò che concerne il manpower, la realtà sul campo suggerisce un punto di equilibrio precario: l'Ucraina affronta una crisi di mobilitazione dovuta all'esaurimento demografico, mentre la Russia affronta una crisi di “qualità”, con i nuovi coscritti che mancano di addestramento base e vengono spesso mandati al fronte con solo poche settimane di training alle spalle.
Dal punto di vista territoriale, la Russia ha occupato circa 4.330 km2 di territorio ucraino nel corso del 2025 (erano stati circa 3.600 km2 nel 2024), con un incremento del tasso di avanzamento giornaliero rispetto all'anno precedente (11,86 km2/giorno contro i 9,87 km2/giorno del 2024). Tuttavia, tali avanzamenti sono rimasti confinati a una progressione a "passo d'uomo", concentrata soprattutto nel Donetsk e nel settore al confine tra quest’ultimo e l’Oblast di Dnipropetrovsk. In generale, l’andamento delle avanzate russe sul terreno è stato altalenante: dopo il rallentamento di febbraio, marzo e aprile 2025, le forze di Mosca sono tornate ad avanzare di oltre 500 km2 al mese a giugno e luglio (mesi di maggiore successo), per poi calare verso i 450 km2 di agosto e scendere ancora su circa 250 km2 nei mesi di settembre e ottobre; a novembre si è registrata una nuova accelerazione (500 km2), rimasta stabile anche a dicembre, mentre a gennaio i Russi hanno rallentato nuovamente.
Venendo invece agli Ucraini, per la prima volta dall’inizio del conflitto le forze di Kiev non hanno effettuato operazioni offensive degne di nota. Dopo l’operazione nell’Oblast russo di Kursk nell’agosto 2024, infatti, gli Ucraini non hanno condotto offensive su larga scala rilevanti. Nel 2025, oltre a piccole puntate lungo la linea di contatto, le truppe ucraine hanno condotto 2 controffensive localizzate, una nel settore a nord di Pokrovsk (area di Dobropillya, agosto-settembre ‘25) e una a Kupyansk per riprendere la città (dicembre ‘25 – febbraio ‘26), dove però in alcune aree si registra ancora la presenza russa. L’unica altra operazione degna di nota, seppur limitata, è stata la puntata offensiva eseguita all’interno dell’Oblast russo di Belgorod (marzo-aprile ‘25). Nulla di paragonabile, ovviamente, a quanto fatto negli anni precedenti: il “ribaltone” di Kharkiv e Kherson del 2022, la controffensiva (fallita) dell’estate 2023 nel settore di Orikhiv (Zaporizhzhia), e l’incursione nell’Oblast russo di Kursk dell’agosto 2024 (protrattasi fino a marzo 2025).
L'articolo completo, con tutti i dettagli sul 4° anno di Guerra in Ucraina e l'analisi degli sviluppi sul terreno e della deep battle, è pubblicato su RID 3/26, disponibile online e in edicola!



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