Nelle sue nuove "Fighting Instructions", l'Ammiraglio Daryl Caudle, US Chief of Naval Operations, ha delineato i piani della US Navy per l'approntamento, l'addestramento e l'impiego operativo della forza. Le direttive pubblicate avranno un impatto profondo sul modello tradizionale del Carrier Strike Group (CSG), in quanto puntano a integrare nuove capacità e sistemi che conferiranno maggiore flessibilità alle formazioni navali da combattimento.
Sulla base delle lezioni apprese nel Mar Rosso e nel Mar Nero, la US Navy intende potenziare i gruppi d'attacco con forze scalabili e personalizzate (tailored). Questa iniziativa rientra in una strategia più ampia volta a fornire ai comandanti operativi una maggiore libertà di manovra e la capacità di "impiegare il giusto quantitativo di forza" per rispondere alle crisi in evoluzione, secondo quanto dichiarato dall'Ammiraglio Caudle. L'elenco di questi assetti aggiuntivi include i cacciatorpediniere, ma si affida anche a una "hedge strategy" che punta a capitalizzare i sistemi unmanned, tra cui velivoli a pilotaggio remoto (UAV), unità di superficie autonome (USV) e sistemi subacquei non pilotati (UUV). L'obiettivo è evitare di impegnare un intero gruppo portaerei per l'intero spettro delle missioni globali, che si tratti della difesa di colli di bottiglia strategici (choke points), della protezione delle linee di comunicazione marittime (SLOC), della lotta antisommergibile (ASW), di attività ISR (Intelligence, Surveillance, and Reconnaissance) o di maritime domain awareness.
Tuttavia, l'Ammiraglio Caudle riconosce che il passaggio verso una flotta ibrida rappresenta un "ostacolo culturale" oltre che tecnico. Gli Stati Maggiori dovranno evolvere dalle tradizionali dottrine piattaforma-centriche verso un modello integrato, dove le capacità di nicchia dei sistemi autonomi non siano semplici aggiunte, ma componenti strutturali del pacchetto d'attacco.
Sebbene il Presidente Donald Trump abbia fatto frequente ricorso alla "diplomazia delle cannoniere" (gunboat diplomacy), caratterizzata da risposte navali di alto profilo, le "Fighting Instructions" di Caudle mirano a preservare il ruolo strategico delle portaerei. L'impulso per la nuova direttiva scaturisce dalle preoccupazioni relative alle conseguenze non intenzionali della strategia assertiva della Presidenza, come l'alterazione dei programmi di schieramento e la mobilitazione accelerata delle unità. Tale approccio ha incrementato lo stress operativo su vascelli ed equipaggiamenti che già affrontano criticità sul piano della manutenzione. Un caso emblematico in questo senso è rappresentato dalla portaerei USS GERALD R. FORD (CVN-78) e dal suo CSG: l'unità, in mare ininterrottamente dal 24 giugno 2025, ha già superato i 245 giorni di missione, ed è stata riposizionata d'urgenza verso l'area di responsabilità del CENTCOM per un eventuale attacco contro l’Iran dopo aver sostenuto le operazioni nei Caraibi e contro il regime venezuelano, con il rischio concreto di estendere il deployment oltre i 300 giorni.
Caudle ha ribadito la necessità di fornire ai comandanti regionali opzioni supplementari, sottolineando che i suoi pacchetti di forza modulari sono concepiti proprio per rispondere a queste esigenze operative.
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