Lo scorso 26 dicembre, Israele è diventato il primo Stato membro delle Nazioni Unite a riconoscere ufficialmente la Repubblica del Somaliland, il cui territorio comprende le regioni settentrionali della Somalia che hanno proclamato la propria indipendenza da Mogadiscio nel 1991.
Questa decisione storica di Israele rappresenta una svolta cruciale nella proiezione strategica di Tel Aviv nella regione. Infatti, la posizione geografica del Somaliland rende questo territorio essenziale per il controllo dei traffici via mare a sud della Penisola Arabica. La lunga costa sul Golfo di Aden, a ridosso dello stretto di Bab el-Mandeb, consente di monitorare uno dei colli di bottiglia marittimi più importanti al mondo, che collega l’Oceano Indiano al Mar Rosso e al Canale di Suez.
La crisi aperta dagli Houthi nel 2023 ha mostrato la vulnerabilità israeliana sul piano commerciale e logistico. Il blocco delle linee di navigazione e il fermo quasi totale del porto di Eilat (golfo di Aqaba) hanno spinto Tel Aviv a cercare soluzioni alternative, non più limitate alla difesa puntuale e ad interventi mirati contro gli Houthi, ma orientate ad aumentare la propria capacità di sorveglianza e presenza militare nell’Oceano Indiano e nel Mar Rosso.
In questo contesto, il Somaliland rappresenta una piattaforma ideale per Israele, data la sua prossimità allo Yemen e la sua apparente disponibilità ad ospitare infrastrutture militari israeliane. Il fulcro della strategia israeliana è la città portuale di Berbera, situata a 550 km di distanza in linea d’aria da San’a’, capitale dello Yemen attualmente sotto il controllo delle milizie Houthi.
Questa vicinanza permetterebbe a Israele di ridurre significativamente le distanze operative verso lo Yemen, accelerando la capacità di risposta contro gli Houthi. Contemporaneamente, una presenza militare consolidata nel Golfo di Aden rafforzerebbe il controllo di Tel Aviv sulle rotte marittime del Mar Rosso, e ne faciliterebbe eventuali azioni di interdizione contro traffici “non graditi” (si pensi alle forniture militari iraniane dirette in Yemen).
L'articolo completo, con tutti i dettagli e approfondimenti sul ruolo di Emirati e Turchia, è pubblicato su Risk&Strategy WEEKLY #5/26 in uscita oggi.
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