RIVISTA ITALIANA DIFESA
Lockheed Martin e il DoW firmano accordo quadro per quadruplicare la produzione di missili THAAD 05/02/2026 | Gabriele Molinelli

Lockheed Martin e il Department of War americano hanno concluso un nuovo accordo quadro per aumentare la capacità produttiva di missili intercettori, il secondo dopo quello per accelerare la produzione di intercettori PAC-3 Missile Segment Enhancement (MSE) per le batterie PATRIOT.

Il nuovo accordo riguarda gli intercettori eso-atmosferici per le batterie Terminal High Altitude Area Defense (THAAD), con l’obiettivo di portare la capacità di produzione annuale da 96 fino a un massimo di 400 missili.

Alla base di entrambi i framework vi è l’investimento in una nuova struttura a Camden, in Arkansas, oltre all’investimento per costruire o modernizzare 20 diversi impianti fra Arkansas, Alabama, Florida, Massachusetts e Texas. LM creerà una nuova “scuola” di formazione per la forza lavoro e andrà ad introdurre nuove tecniche di produzione, nuove linee di assemblaggio, nuovi strumenti e macchinari per accelerare la produzione.

Gli accordi quadro diventeranno effettivi con i prossimi contratti "multi-year", da finalizzare come parte del budget Difesa per il Fiscal Year 2026, ormai alle fasi finali di definizione e approvazione al Congresso.

Lockheed Martin si impegna ad investire per questo “diversi” miliardi di dollari nel corso dei prossimi 3 anni, nei 5 Stati già menzionati. L'azienda si aspetta però, ovviamente, un supporto dello Stato, che garantisca un ritorno. Il Governo dovrà segnalare ordini sufficienti a sostenere l’investimento e agevolare l’azienda in ritorno in termini di cash-flow. Come parte dell’accordo c’è un meccanismo di condivisione dei guadagni che prevede che i ricavi, superata una certa soglia, vengano re-investiti nelle fabbriche o in parti di rispetto.

Lockheed Martin prevede di aumentare considerevolmente gli investimenti in stabilimenti e filiera produttiva, così come chiesto a gran voce dal Presidente Trump. Nel 2026 anticipa investimenti per “almeno” 2,5 miliardi, in crescita da 1,6 nel 2025. Quando si considerano anche le spese per la ricerca e lo sviluppo, la cifra arriva a 5 miliardi nel 2026.

Trump ha incitato, con i suoi soliti metodi "peculiari", l’industria a prendersi più rischi (di questo parleremo meglio in un'analisi sul prossimo numero di RID, 03/2026), pensare meno ai dividendi ed investire di più in infrastruttura e capacità produttive. Pur con gli inevitabili distinguo e prudenze di aziende che hanno ogni intenzione di continuare a distribuire dividendi, l’iniziativa ha spinto tutti i grandi gruppi industriali a mostrare un certo impegno a riguardo, annunciando nuove misure. Citiamo ad esempio anche l’iniziativa di SNC, che ha comprato con fondi propri un velivolo Bombardier 6500 per portarsi avanti sul piano di produzione di velivoli ISR HADES per lo US Army.

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