RIVISTA ITALIANA DIFESA
Notte di fuoco all'aeroporto di Niamey (Niger), dove sono schierati i militari italiani della missione bilaterale MISIN 29/01/2026 | TOMMASO MASSA

La notte scorsa (28-29 gennaio), intorno a mezzanotte ora locale, si sono registrati spari ed esplosioni nei pressi dell’aeroporto internazionale Diori Hamani di Niamey, capitale del Niger, e la situazione è rimasta tesa fino circa alle 02:00.

L’aeroporto ospita anche la Base 101 dell'Aeronautica Nigerina e la sua “forza droni” equipaggiata con gli UAV turchi BAYRAKTAR TB-2. Ricordiamo inoltre che presso la Base militare 101 sono schierati anche i militari italiani della missione bilaterale MISIN (unica forza occidentale ancora presente nel Paese), e gli Africa Corps russi (arrivati in Niger nell’aprile 2024).

Per via degli scontri all’aeroporto, 2 aerei passeggeri diretti a Niamey, uno proveniente dall’Algeria (arrivo alle 00:20) e uno dal Belgio (arrivo all’01:49), sono stati dirottati rispettivamente in Burkina Faso e in Nigeria.

Non è ancora chiaro cosa sia effettivamente successo, ma in diversi video si sentono chiaramente spari di armi leggere e si vede quella che pare essere attività della contraerea nigerina. Secondo le prime ricostruzioni, le forze nigerine schierate sull’aeroporto avrebbero sparato con mitragliere antiaeree contro droni non identificati, la cui presenza non è però possibile confermare. Sembra inoltre che fossero presenti anche forze ostili a terra (su motociclette e pick-up), con almeno un "sospettato" che è stato arrestato dalle forze di sicurezza nigerine. Alcune fonti riportano anche la distruzione e l’incendio di mezzi all’interno dell’aeroporto.

Secondo fonti locali si sarebbe trattato di un’azione del JNIM (Jama'at Nusrat al-Islam wal-Muslimin), la cui presenza nel quartiere adiacente all'aeroporto era stata riportata già 4-5 giorni fa. Il 25 gennaio, tra l’altro, JNIM aveva attaccato con un ordigno esplosivo improvvisato (IED) un veicolo delle Forze Armate nigerine a una manciata di chilometri a est della capitale, non lontano proprio dall’aeroporto, segnale che il gruppo è presente in zona, o comunque in grado di infiltrarsi facilmente. Potrebbe anche essere opera dello Stato Islamico Provincia del Sahel (ISSP), come suggeriscono alcune foto in cui si intravede quella che sembra essere la bandiera di ISSP, ma al momento non è possibile stabilire con certezza quale gruppo terrorista abbia effettivamente condotto l’attacco.

In una nota del Ministero della Difesa italiano viene specificato che i nostri militari “non risultano essere stati in alcun modo coinvolti”.

Preme segnalare come presso l’aeroporto di Niamey sia al momento presente un carico di 1.000 tonnellate di uranio (o una parte di esso), nello specifico yellow cake, destinato ad essere spedito in Russia, estratto dalla miniera di Arlit (nord del Niger).

L’articolo completo, con tutti i dettagli sull’attacco di stanotte, sul misterioso carico di uranio e sulla missione italiana MISIN, sarà pubblicato su Risk&Strategy WEEKLY 3/26 in uscita domani.

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