Accanto ai grandi programmi multinazionali occidentali per lo sviluppo di velivoli da combattimento di 6a Generazione, stiamo assistendo ad un fiorire di progetti per aerei da combattimento di buon livello in una serie di Paesi che, solo di recente, si sono affacciati al mondo dell’industria aeronautica.
In tali Paesi si è partiti con produzioni su licenza, per poi passare a progetti propri e con livelli tecnologici progressivamente più elevati. Per fare un esempio su tutti possiamo citare l’esperienza sudcoreana, la cui industria è oggi arrivata allo sviluppo di aerei da combattimento allo stato dell’arte e dalle ottime capacità operative.
L’obiettivo dichiarato dei Governi che sono dietro tali iniziative, è di lanciare un’industria tecnologicamente di massimo livello e potenzialmente remunerativa, mantenendo i notevoli investimenti necessari all’interno della nazione, ma anche quello di rendersi, per quanto possibile, indipendenti dai fornitori esteri, che potrebbero condizionarli politicamente. Abbiamo già esaminato il programma, ormai avviato alla fase di produzione, del KAI KF-21 BORAMAE sudcoreano (vedi RID 09/2023), in questo articolo, invece, ci dedichiamo al turco TA KAAN, precedentemente noto come TF-X, che è in pieno sviluppo ed è all’inizio della sua fase di prove in volo.
Un po’ di storia e l’integrazione con UAV
Il 15 dicembre 2010 la Turchia ha lanciato un programma, noto come MMU (Milli Muharip Ucak: aereo da combattimento nazionale) e volto allo sviluppo di un caccia di prima linea nazionale. Incaricata dello sviluppo di tale velivolo era stata la TA (Turkish Aerospace). L’obiettivo del progetto era lo sviluppo di un caccia di 5a Generazione con capacità multiruolo, ma con priorità, almeno inizialmente, sulla superiorità aerea (e quindi con secondarie capacità d’attacco). L’obiettivo era quello di giungere all’entrata in servizio nel 2030 con l’Aeronautica Turca (THK - Turk Hava Kuvvetleri), ma pure di avere ottime potenzialità di esportazione, un aspetto, quest’ultimo, che si sta già concretizzando (benché l’aereo non sia ancora in produzione).
L’articolo completo è pubblicato su RID 2/26, disponibile online e in edicola.
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