A circa 2 anni dalla pubblicazione dell’articolo sul percorso evolutivo della Marina Militare verso il 2035 (RID 01/2024, pag. 34-47), le attività della Forza Armata all’interno e all’esterno del Mediterraneo hanno subito un deciso incremento, legato soprattutto a nuovi scenari di crisi nel frattempo maturati, in primis quello del Mar Rosso.
Contestualmente, grazie alla proficua sinergia tra le strutture governative e al costante dialogo con le controparti industriali, diversi programmi esaminati nel predetto articolo sono stati contrattualizzati, rimodulati o quanto meno maggiormente consolidati. Un panorama che vede altresì progressi nel campo dell’innovazione tecnologica e delle infrastrutture, settore, quest’ultimo, in evoluzione quantitativa e qualitativa per far fronte alle nuove esigenze della Squadra Navale. È dunque venuto il momento di esaminare lo status dei principali programmi in corso.
Prendendo spunto dal Rapporto 2024 pubblicato dallo Stato Maggiore della Marina Militare, è evidente che la Forza Armata, grazie a diversi eventi, ha effettuato un vero e proprio cambio di passo. In primo luogo, la campagna dell’Italian Carrier Strike Group/IT CSG nel teatro dell’Indopacifico ha consentito di raggiungere notevoli risultati - fra cui il conseguimento dell’IOC per la componente di volo basata sugli F-35B dell’Aviazione Navale - e di apprendere lezioni preziosissime nel campo delle Multicarrier Operations. Non va sottaciuto che l’Italia è l’unica Nazione dell’Unione Europea a disporre di un CSG con velivoli di 5a Generazione, affiancandosi su scala globale all’US Navy e alla Royal Navy per valorizzare al massimo una capacità strategica in ambito NATO e internazionale. Questa capacità è stata poi confermata nel corso delle esercitazioni MED STRIKE e NEPTUNE STRIKE, eventi addestrativi svoltisi a maggio e a novembre 2025 con la partecipazione dell’IT CSG incentrato sulla CAVOUR e dell’UK CSG della portaerei PRINCE OF WALES, contestualmente impegnata nelle 2 “fasi mediterranee” del suo dispiegamento nel teatro Indopacifico.
Questa dimensione internazionale della Marina Militare è stata dimostrata anche dalla campagna operativa nell'Indopacifico condotta dalla fregata ANTONIO MARCEGLIA, svoltasi da gennaio a luglio 2025 e che ha visto l’unità impegnata in varie operazioni accanto a Marine amiche e alleate, nonché dalla piena integrazione delle fregate classe BERGAMINI in configurazione ASW in alcuni CSG dell’US Navy. L’entrata in servizio del TRIESTE e delle fregate SCHERGAT e BIANCHI, ha inoltre consentito, da un lato, di procedere lungo il percorso del potenziamento della componente anfibia e, dall’altro, di completare il programma delle fregate multimissione FREMM (definibile anche come “FREMM legacy”, denominazione che alla redazione non convince per nulla: NdR) con le 2 nuove unità in configurazione ASW-Enhanced. L’ingresso nella Squadra Navale del rifornitore polivalente di squadra ATLANTE – in servizio dal 19 dicembre 2025 – costituisce inoltre un’ulteriore fattore di potenziamento delle capacità operative complessive della Marina Militare.
L’articolo completo è pubblicato su RID 2/26, disponibile online e in edicola.
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