RIVISTA ITALIANA DIFESA
L’eterna crisi delle Forze Armate britanniche 16/01/2026 | Gabriele Molinelli

Dopo aver pubblicato una Strategic Defence Review fra le più vaghe di sempre, il Governo laburista di Keir Starmer aveva promesso la pubblicazione entro l’autunno 2025 di un dettagliato Defence Investment Plan che conciliasse la lista di raccomandazioni della SDR con il budget e producesse un piano decennale per gli investimenti sia in equipaggiamento che in infrastruttura. In tutti questi mesi, una sostanziale paralisi si è impossessata del MoD, accompagnata dalla risposta, data quasi letteralmente ad ogni singola domanda formulata in Parlamento, “il DIP lo dirà”.

L’autunno è passato, l’obiettivo è diventato pubblicare il DIP prima delle vacanze natalizie del Parlamento, e anche quell’obiettivo è stato mancato. Fino all’ultimo giorno utile, il Governo ha perso tempo fra mezze risposte, ambiguità e il National Armaments Director che, di fronte alla Commissione Difesa nell’imminenza della fine dell’anno parlamentare 2025, ha parlato di “dettagli” e di un documento pronto “a giorni”.

Ora, nel nuovo anno, nessuno sa quando arriverà la pubblicazione. Secondo il Times, il Piano è stato di fatto rifiutato dal Primo Ministro e rispedito al mittente per essere tagliato e ridimensionato. Secondo il Times mancherebbero all’appello 28 miliardi di Sterline nei primi 4 anni, uno scenario che, se confermato, è devastante e presuppone tagli difficili persino da immaginare.

Il Times riferisce che, internamente, già si discute di non avere il DIP prima di marzo. Altre voci non ufficiali già da mesi affermavano che il Governo stesse mentendo e che non ci fosse speranza di pubblicazione prima di aprile.

Nel frattempo, ad aggiungere ulteriore tensione, l’intera flotta AJAX è stata fermata per nuovi controlli su livelli di rumorosità e vibrazioni dopo che una trentina di soldati hanno lamentato disturbi in un’esercitazione sul campo nel novembre 2025, nell’ambito della quale ha operato un battlegroup con 59 veicoli della famiglia AJAX. Nessuno, al momento, riesce a spiegare quale sia la situazione, soprattutto considerando che l’intera flotta impiegata nelle Reliability Growth Trials è strumentata per la misurazione di rumorosità e vibrazioni secondo le direttive dell’Health and Safety Executive. Durante il precedente stop, nel 2021, enti esterni, incluso l’istituto di medicina navale, sono stati coinvolti per effettuare una lunga campagna di misurazioni. I veicoli su cui si trovavano i membri di equipaggio che hanno lamentato disturbi sono stati a loro volta strumentati e testati individualmente: nello specifico, 14 su 23 veicoli “sospetti” erano già stati testati prima di Natale, con i rimanenti da validare questo mese. L’industria, per parte sua, respinge le accuse contro il veicolo, che ha superato i 42.000 km percorsi nelle Reliability Growth Trials (tuttora in corso a Bovington) ed altri 60.000 nelle mani dell’Esercito prima dell’evento del 22 novembre 2025.

Sta di fatto che nel frattempo la Cavalleria è appiedata e il Governo, di nuovo, parla di terminare il progetto, cosa che di fatto cancellerebbe quasi la metà del già insufficiente programma di acquisizione in corso per nuovi corazzati (589 AJAX e 623 BOXER sono in consegna secondo i contratti del 2014, 2019 e 2022).

Nel frattempo, Starmer continua a "promettere" forze britanniche ovunque. Entrambi i Littoral Response Groups dei Royal Marines sono ora promessi alla Norvegia per mantenere una presenza “costante” durante tutto l’anno; l’impegno in Estonia che perdura dal 2017 (Operazione CABRIT, un battaglione residente, da rinforzare fino al livello brigata in caso di crisi); l’impegno a mettere di fatto tutto il British Army, sotto il comando di Corpo Allied Rapid Reaction Corps (ARRC) a disposizione del SACEUR come riserva strategica mobile; e ora l’impegno a piazzare un contingente in Ucraina a guardia dell’eventuale accordo di pace.

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