Dopo l’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura del Presidente venezuelano Nicolás Maduro, Donald Trump ha nuovamente minacciato la Groenlandia. Le sue dichiarazioni si inseriscono nel solco della National Security Strategy pubblicata a dicembre dall’Amministrazione, che torna a definire l’isola come nodo chiave secondo il cosiddetto “corollario Trump” della Dottrina Monroe, rilanciando un interesse che emerge nel contesto di un più ampio riposizionamento strategico degli Stati Uniti nel mondo.
Per quasi 2 secoli, l’interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia ha riflettuto la rilevanza geostrategica della sua posizione sul fianco nordorientale del continente nordamericano caratterizzato da diversi tentativi (senza successo) di acquistare l’isola. Nonostante ciò, Washington ha comunque mantenuto nel tempo rapporti di cooperazione e accordi di difesa con Copenaghen, garantendo una presenza stabile nell’Artico. La presenza militare statunitense in Groenlandia fu stabilita durante la Seconda Guerra Mondiale e negli anni immediatamente successivi. Al culmine della sua espansione, a metà degli anni ‘50, erano operative 13 basi dell’Esercito e 4 della Marina degli Stati Uniti, di cui oggi è rimasta solo la Pituffik Space Base (ex Thule Air Base ). La base, in cui sono presenti solo 150 membri delle forze statunitensi, costituisce un’infrastruttura cruciale a supporto della difesa missilistica della NATO e della sorveglianza dello Spazio. La Pituffik ospita l’Upgraded Early Warning Radar (UEWR), progettato per rilevare e tracciare missili balistici intercontinentali lungo traiettorie verso il Nord America, fornendo dati in tempo reale al NORAD (North American Aerospace Defense Command). Da Pituffik, gli Stati Uniti possono sfruttare la posizione privilegiata dell’isola, fondamentale anche nell’ottica dello scudo di difesa antimissilistica GOLDEN DOME. Parallelamente, la Groenlandia riveste un ruolo sempre più significativo nelle rotte marittime emergenti: il Passaggio a Nord-Ovest, il Passaggio a Nord-Est e la futura Polar Route attraverso l’Artico Centrale trasformeranno inevitabilmente la logistica globale, aumentando ulteriormente il valore strategico della regione. A rafforzare ulteriormente questa centralità sono le sue ricche risorse minerarie (terre rare, carbone, grafite, cobalto, uranio, ecc.) che amplificano l’enorme potenziale dell’Isola.
Alla luce di questi fattori, l’attenzone degli Stati Uniti è principalmente garantire che la Groenlandia rimanga all’interno del proprio perimetro di sicurezza, rafforzando la presenza già esistente. Washington gode infatti di una posizione militare privilegiata sull’isola, basata sull’Accordo di Difesa del 1951 con la Danimarca (firmato prima che la Groenlandia disponesse di un proprio Parlamento e di un proprio Governo), che permette a Washington di istituire e gestire aree di difesa in Groenlandia in coordinamento con Copenaghen e nell’ambito della pianificazione NATO. Gli articoli I, II e III affidano agli Stati Uniti la gestione operativa di queste aree, comprese infrastrutture, sicurezza e supporto logistico, senza intaccare formalmente la sovranità danese. Di fatto, ciò garantisce un controllo militare effettivo, rendendo l’ipotesi di un’acquisizione formale più simbolica che necessaria. L’aggiornamento del trattato, avvenuto nel 2004, e le dichiarazioni politiche ad esso associate hanno confermato la Thule Air Base come l’unica area di difesa ufficiale in Groenlandia, sottolineando che qualsiasi cambiamento significativo è soggetto alle disposizioni dell’articolo II dell’accordo originale, cioè necessita di un nuovo accordo delle parti nel caso di apertura di nuove basi. Gli USA devono inoltre consultare e informare sia il governo danese sia quello groenlandese (e qui sta la novità rispetto al 1951) prima di modifiche rilevanti alle operazioni militari o all’uso delle basi.
Dopo decenni di relativo disimpegno nel periodo post-Guerra fredda, negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno intensificato la loro attenzione verso la Groenlandia: nel 2020 è stato riaperto il consolato USA a Nuuk e sono stati definiti strumenti operativi fino al 2025 tramite il Common Plan for US Greenland Cooperation in Support of Pituffik, per consolidare l’influenza americana. Nel giugno 2025, il Dipartimento della Difesa ha deciso di spostare la responsabilità della Groenlandia dal Comando Europeo al Comando Nord degli Stati Uniti (NORTHCOM), segnando un cambiamento significativo nel controllo strategico della regione, coerente con la nuova Security Strategy americana. Parallelamente, la Danimarca ha approvato un nuovo Defence Agreement 2024–2033, includendo formalmente Groenlandia e Isole Faroer nelle priorità di sicurezza artico-nordatlantiche, rafforzando la difesa dell’isola e la sua integrazione nel sistema NATO.
Ironia della sorte, toni aggressivi come quelli usati da Trump non hanno convinto la popolazione locale: secondo un sondaggio di gennaio 2025, circa l’85% dei groenlandesi si oppone all’idea che l’isola diventi parte degli Stati Uniti e rifiuta ogni acquisizione forzata da parte di potenze straniere. Nonostante ciò, oggi la Groenlandia è autogovernata e punta a diventare uno Stato sovrano, con i principali partiti politici favorevoli all’indipendenza, pur divergendo sui tempi e le modalità del processo. Le aspirazioni all’autodeterminazione si sono rafforzate da quando l’ex colonia ottenne maggiore autonomia e un proprio Parlamento nel 1979 e, con l’Act on Greenland Self-Government del 2009, fu riconosciuto esplicitamente ai groenlandesi il diritto di proclamare l’indipendenza. Inoltre, sempre con il Greenland Self-Government Act, la Groenlandia ha acquisito competenza esclusiva sulle proprie risorse minerarie, elemento su cui può fare leva il Governo Trump per accrescere la propria influenza sull’isola.
(In foto: F-35 Lightning II del North American Aerospace Defense Command con il 115° Fighter Wing della Wisconsin Air National Guard, F-16 Fighting Falcon con il 169° Fighter Wing della South Carolina Air National Guard e un KC-135 Stratotanker con il 128° Air Refueling Wing della Wisconsin Air National Guard sorvolano la Groenlandia, il 7 ottobre 2025)
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