RIVISTA ITALIANA DIFESA
Trump, 1.500 miliardi di dollari per la Difesa nel 2027. Sfida alla Cina 08/01/2026 | Pietro Batacchi

Nuovo, roboante, annuncio dell’incontenibile Presidente Trump, che ha affermato di voler portare nel 2027 le spese per la Difesa a ben 1.500 miliardi di dollari. In pratica, un aumento di 500 miliardi di dollari in 2 anni. Francamente infattibile, anche per la superpotenza americana.

Tuttavia, al di là della solita tara che si deve applicare agli annunci del tycoon, le sue parole dicono molto sulla strategia americana per i prossimi anni: accelerare nel conflitto sistemico con la Cina, portare avanti il decoupling e preposizionarsi se e quando dalla competizione sistemica a tutto campo si passerà alla Guerra, fredda o calda che sia.

Da qui l’enfasi sul controllo delle supply chain globali, le operazioni come quella in Venezuela, la pressione su Messico e Canada, e la questione Groenlandia. Quest’ultima è fondamentale nel contesto del confronto con Pechino: grande potenziale in termini di materie prime critiche (cobalto, litio, terre rare, grafite, ecc.), crocevia delle rotte artiche e posizione centrale nell’ottica dello scudo antimissile di nuova generazione GOLDEN DOME.

L’obiettivo della Casa Bianca è molto chiaro: aumentare la ripesa geostrategica sulla Groenlandia “staccandola” dalla Danimarca o rinnovando in maniera radicale il Trattato del 1951 (vedi prossima analisi su questo sito) con Copenaghen. Nel mirino c’è anche l’Iran, partner strategico di Pechino, mentre con l’Europa si punta all’addomesticamento con la leva del GNL e del digitale. La Casa Bianca ha dato una decisa accelerata su tutti questi dossier, ma ha bisogno ancora di tempo e di potenziare ulteriormente lo strumento militare.

Ed ecco anche la bastonata ai grandi big player della difesa americani: troppi dividendi. In tempi di iper-competizione, e con il ritorno dell’interventismo statale in economia, il tradizionale schema “privatistico” che governa pure l’industria bellica americana - creo valore per remunerare l’azionista - non funziona più: prima viene la logica strategica della sicurezza e della potenza nazionale.

Ulteriori approfondimenti e analisi su RID 3/25.

 

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