Dopo mesi di tensione ed escalation, questa notte gli USA hanno lanciato l’attacco al Venezuela. Alle 07:00 ora italiana (circa le 02:00 del mattino ora locale), 7 grandi esplosioni hanno scosso la capitale Caracas: probabilmente bombe lanciate da aerei che hanno colpito installazioni militari e siti governativi. Tra questi, anche la base aerea La Carlota e la cittadella militare di Fuerte Tiuna, nonchè la residenza del Ministro della Difesa Padrino Lopez (che inizialmente sembrava essere rimasto ucciso dall'attacco, ma che pochi minuti fa, in un video postato sui social, ha condannato in prima persona gli strike). Sarebbero stati colpiti anche una serie di depositi di munizioni, che hanno provocato massicce detonazioni secondarie.
In alcuni video si vedono elicotteri AH-1Z VIPER fare fuoco contro installazioni militari nel cuore della capitale, mentre un raid è stato documentato pure contro l’importante porto di La Guaira. In un altro video, apparso pochi minuti dopo l'inizio dell'attacco, si vedono anche quelli che sembrano elicotteri da trasporto pesante CHINOOK, scortati da elicotteri APACHE: segno di possibili azioni di infiltrazione per successivi raid mirati a terra, anche diretti contro la leadership politica venezuelana. A questo proposito, poco fa, in un post sul suo social Truth, il Presidente Trump ha annunciato che lo stesso Maduro, e la moglie, sono stati catturati e esfiltrati dal Paese con successo.
In generale, l’azione militare americana ha interessato 4 regioni del Venezuela (Vargas, Miranda, Nueva Esparta e Aragua). Tra gli altri siti e installazioni militari colpite nel corso dei raid, oltre all'aeroporto di La Carlota, la cittadella militare di Fuerte Tiuna e il Palazzo Legislativo Federale già citati, l'aeroporto militare di Barquisimeto (base degli F-16 venezuelani), l'aeroporto di Higuerote (in foto), nonchè un importante complesso di comunicazioni nella zona di El Volcàn, El Hatillo. Al momento, ci risulta che l'aeroporto internazionale di Caracas (Simon Bolivar) sia sotto il controllo dei militari statunitensi. Inoltre, alcune fonti in loco ci hanno confermato che i raid hanno colpito anche l'aeroporto di Porlamar, nell'Isola di Margarita.
Nel corso dell'attacco, non vi è stata nessuna risposta sostanziale da parte delle Forze Armate venezuelane: anzi, da quello che ci è stato riportato e dai video emersi da Telegram e X, la maggior parte dei militari presenti a Fuerte Tiuna sono fuggiti dalla base e si sono nascosti.
Gli USA, dalla scorsa estate, hanno dispiegato un importante dispositivo militare nell’area caraibica, articolato sulle basi di Porto Rico - Roosvelt Roads, Fort Buchanan e la Muniz Air National Guard Base – e su una task force navale comprendente: l’Amphibious Ready Group (ARG) IWO JIMA, composto dall’omonima LHD e da 2 LPD classe SAN ANTONIO, 2 incrociatori tipo TICONDEROGA, 3 cacciatorpediniere ARLEIGH BURKE e il gruppo da battaglia della portaerei FORD.
Quella che abbiamo visto (finora), dunque, è un'operazione volta a provocare il riallineamento del Venezuela, nell’ambito del perimetro tracciato dalla Dottrina Trump, che altro non è se non una riedizione della Dottrina Monroe.
Aggiornamenti nelle prossime ore.
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