
Con la Risoluzione 2790 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha deciso di porre fine alla missione UNIFIL in Libano. Il mandato è stato esteso fino al 31 dicembre 2026, dopodichè, entro un anno, avverrà il ritiro di tutti i contingenti e la missione avrà ufficialmente termine. Arriva così a conclusione la controversa storia di una missione di peacekeeping partita in forma molta ridotta nel 1978 e poi potenziata fino alla configurazione attuale dopo la fine della guerra tra Israele e Libano del 2006. Il game over è stato decretato per effetto delle pressioni dell'Amministrazione Trump, che ritiene la missione inutile, mentre Italia e Francia avrebbero voluto proseguire, potenziando, anzi, il mandato di UNIFIL.
Si tratta di una decisione a nostro avviso sbagliata che non tiene conto della complessità della realtà libanese, dove, nel bene e nel male, UNIFIL ha rappresentato pur sempre un punto di riferimento terzo per tutti gli attori in gioco e le comunità locali, ed un prezioso canale di comunicazione. Il Libano si ritrova, dunque, in una situazione molto complicata e decisamente meno prevedibile. Hezbollah, mai così debole come oggi, non accetta il piano di disarmo approvato dal Governo, che, però, non ha la forza per imporre la sua decisione al Partito di Dio. In tutto questo Israele continua a mantenere in Libano 5 basi operative avanzate, presidiate in maniera permanente, e 2 buffer zone, e alcune frange maronite vorrebbero che fosse proprio Israele a disarmare definitivamente Hezbollah. Insomma, ancora una volta il Libano è sull’orlo dell’abisso.
L’Italia, che in questi anni ha investito tantissimo nella stabilità del Paese, non può voltarsi dall’altra parte, ma deve, anzi, aumentare la propria assistenza al Paese. Le LAF (Lebanese Armed Forces) hanno bisogno di supporto: si potenzi, pertanto, la missione bilaterale MIBIL (Missione Bilitare Italiana in Libano). Non solo, c’è da puntellare il Governo e il Presidente Joseph Aoun: si pensi, allora, ad una missione di assistenza politico-strategica di nation/institutions building. Facciamo da soli, sul piano bilaterale, poiché ne abbiamo le capacità e i mezzi. Altrimenti proviamo a coinvolgere l’UE, o chi, dentro l’UE, ci sta. Il tempo stringe e il Libano è per l’Italia molto importante. Molto di più di quanto comunemente si possa pensare.
(Per tutti i dettagli sulla partecipazione italiana alla missione UNIFIL e sul ruolo della Joint Task Force Lebanon Sector West, a guida italiana, si veda il Reportage pubblicato sul numero di RID 08/25. In foto, il convoglio di VTLM LINCE della JTF-L SW con cui ci siamo spostati nel sud del Libano nel corso della nostra visita a fine giugno).
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