RIVISTA ITALIANA DIFESA
L’US Army cancella il programma FARA 09/02/2024 | Pietro Batacchi

Tanto tuonò che piovve. L’US Army ha cancellato il programma per l’elicottero FARA (Future Attack Reconnaissance Aircraft).

Una decisione solo apparentemente clamorosa poiché l’Esercito Americano, sulla scorta delle lezioni provenienti dall’Ucraina, stava rivalutando ormai da tempo i requisiti della ricognizione armata elicotteristica: meno “ velocismo” e maggiore enfasi su autonomia e, soprattutto, su capacità standoff e integrazione col drone. Proprio su quest’ultimo aspetto si vuole adesso focalizzare l’US Army: il drone come gregario indispensabile per rendere trasparente il campo di battaglia, capire dove e quando “entrare”, e saturare la bolla avversaria.

Tutto ciò mentre a Krinky, sulla sponda orientale del fiume Dnepr, si combatte la più grande battaglia di droni ed EW della storia, con gli Ucraini che riescono a tenere in vita una testa di ponte grazie, appunto, ad un impiego massiccio di droni per compiti di ricognizione e attacco saturante, e a contrastare i droni avversari con una “bolla” di guerra elettronica estremamente dinamica e, lasciatemi dire, “creativa”.

In campo elicotteristico questo significa che l’architettura aero-meccanica della macchina passa un po' in secondo piano rispetto ai suoi “add-on” – sensori e armamento standoff – e alla sua capacità di operare in maniera connessa, in particolare con il drone. La dottrina e i concetti operativi, dunque, cambiano e c’è ancora grande spazio per la formula elicotteristica convenzionale.

Ma di tutto questo parleremo molto in dettaglio su RID 4/24.

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