RIVISTA ITALIANA DIFESA
Guerra di Gaza, il “fronte navale” 25/10/2023 | Giuliano Da Frè

Non solo razzi, sistemi antimissile, operazioni di terra asimmetriche e bombardamenti aerei e d’artiglieria, nella “guerra di Gaza” scoppiata il 7 ottobre. Anche il fronte marittimo è andato scaldandosi; e sin dalle prime ore.

E proprio come 50 anni fa, durante la “sorpresa del Kippur” del 1973, la Marina sembra l’unica componente dell’apparato militare israeliano ad aver reagito con prontezza ed efficienza. Durante il sanguinoso e ben architettato attacco lanciato da Hamas, infatti, i terroristi provenienti da Gaza hanno tentato di colpire gli insediamenti ebraici sulla costa, impiegando RHIB con mitragliatrici e lanciarazzi, in concomitanza coi tentativi di sfondamento del perimetro difensivo sulla spiaggia, effettuato con ruspe e trattori.

Le veloci unità tipo SUPER DVORA e SHALDAG del 916° Squadron di Ashdod hanno intercettato un numero non ancora precisato di imbarcazioni attaccanti: inizialmente si era parlato di 3 affondate, poi salite a 7, con l’eliminazione di decine di miliziani grazie all’intervento anche dei team SNAPIR, reparti creati per la protezione e la sorveglianza dei porti, intervenuti sulle più piccole unità tipo DEFENDER in servizio dal 2005 per compiti di polizia marittima. Le imbarcazioni di Hamas sono state distrutte dal fuoco di armi leggere, mitragliatrici e impianti da 25 mm TYPHOON: ma sono state impiegate anche piccole cariche di profondità contro sommozzatori avversari.

Nelle ore successive è entrato in azione anche il corpo speciale di élite della Marina, i commandos di SHAYTET-13 (13ª Flottiglia), veterani di decine di azioni antiterrorismo e controguerriglia, comparabili ai Navy SEALs americani. Oltre ad aver contributo a respingere gli attacchi e bonificare l’area costiera invasa dai miliziani riprendendo il controllo della postazione di Sufa, e alla liberazione di decine di ostaggi, hanno catturato il vicecomandante della componente navale di Hamas, Muhammad Abu Ghali.

Complessivamente la Marina Israeliana nelle prime 48 ore di scontri avrebbe ucciso 60 incursori, catturandone 26. Nei giorni successivi anche le unità maggiori hanno partecipato all’assedio di Gaza, impiegando i cannoni da 76/62 mm imbarcati per colpire le postazioni costiere di Hamas e il porto di Gaza City (in foto), mentre gli impianti C-DOME - imbarcati sia sulle 3 corvette classe EILAT/SAAR-5 degli anni ’90 dopo l’ammodernamento avviato 10 anni fa, sia sulle fiammanti e più grandi corvette classe MAGEN/SAAR-6 - hanno contribuito alla difesa contro i continui lanci di razzi da parte di Hamas.

Per le SAAR-6 (3 unità consegnate nel 2020-2023, mentre la quarta sta completando i collaudi) l’operazione IRON SWORD rappresenta in effetti il battesimo del fuoco: il 13 ottobre, infatti, sono entrate in azione MAGEN e OZ, bombardando Gaza con il proprio cannone prodiero Leonardo da 76/62 mm nella nuova versioneSUPER RAPIDO Multi-Feeding (76/62 SR MF), erede dei pezzi della OTO Melara acquistati oltre mezzo secolo fa, e testati in numerose campagne belliche israeliane sin dal 1973. Le corvette SAAR-6 hanno anche capacità di difesa contro missili cruise e droni, come testato durante esercitazioni effettuate nel 2022 e 2023 per simulare attacchi missilistici a lungo raggio provenienti dall’Iran. Minaccia quest’ultima che potrebbe poi essere fronteggiata a livello di deterrenza strategica dai 5 sottomarini (classi DOLPHIN e TANIN) che dispongono di missili cruise a lungo raggio POPEYE TURBO SLCM, equipaggiabili anche con testata nucleare.

Nel frattempo, un lancio contro Israele di 3 missili (probabilmente QUDS-2) e 8 droni effettuato il 19 ottobre dalle milizie filoiraniane Houthi attestate sulla costa occidentale dello Yemen, è stato fronteggiato da un DDG americano dislocato in Mar Rosso, lo USS CARNEY (classe BURKE Flight-I, in servizio dal 1996 ma ammodernato 10 anni fa), con l’impiego di SAM SM-2.

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