RIVISTA ITALIANA DIFESA
EVO, ASTORE, XPLORER, l’evoluzione della famiglia FALCO 19/10/2023 | Pietro Batacchi

AI, realtà aumenta e sensor fusion guidano gli ulteriori sviluppi della macchina

In principio fu il FALCO-XN, un “semplice” sensor carrier con il quale Leonardo entrava sul mercato degli UAV tattici. In realtà, in questo caso si trattava di un drone che potremmo chiamare super-tattico, visto un peso massimo al decollo nell’ordine dei 500 kg, ed un payload “molto spinto” comprendente radar di ricerca e sorveglianza PICOSAR e torretta elettro-ottica Wescam da 10 o 15 pollici. Insomma, si trattava di una piattaforma ”costruita” attorno ai sensori, che ne rappresentavano per così dire il cuore e, più ancora, di una macchina che non aveva paragoni in tale categoria.

Il successo di mercato è stato immediato e, sulla base dell’esperienza dell’XN, c’è stata una prima evoluzione che ha portato al FALCO EVO. Un’evoluzione se vogliamo radicale con una macchina ancora più prestante, con un peso massimo al decollo cresciuto a ben 650 kg, un’apertura alare di 12,5 m ed una lunghezza di 7 m. Con la macchina sono cresciuti anche il paylaod e la sensoristica: ecco allora il nuovo radar Leonardo GABBIANO TS-20 UL, installato nel muso, una torretta elettro-ottica Wescam di categoria superiore – fino ai -15 pollici - l’IAS per le operazioni di pattugliamento marittimo e le antenne conformali, installate sotto le ali e sulle TIPS, dell’ESM Leonardo SAGE e del sistema COMINT, fondamentali per operare in scenari altamente contestati per la ricerca di corridoi sicuri. La disponibilità di un ESM così performante su macchine di questa categoria, in abbinamento al COMINT, costituisce un ulteriore e indubbio elemento di vantaggio dell’EVO rispetto ai concorrenti (basti vedere quanto accaduto con i TB-2 turchi in Ucraina, rivelatisi un flop quando lo scenario si è fatto più contestato). Ma una sensoristica così ricca richiedeva evidentemente l’adozione di un sistema di missione capace di gestire questa ricchezza ottimizzando le prestazioni dei sensori in maniera organica e coerente. Ed è così che è stata adottata sull’UAV una versione ad hoc dell’ATOS (Airborne Tactical Observation System), un benchmark dell’azienda impiegato anche su velivoli manned ad ala fissa e rotante. Con l’ATOS è possibile ottenere una “traccia di sistema” - ovvero un dato molto più caratterizzato, frutto della fusione che il sistema opera rispetto a tutte le informazioni raccolte dai sensori - ed una sua presentazione all’operatore in maniera realmente “friendly”. Ciò favorisce evidentemente il lavoro in Ground Control Station (GCS), sgravando l’operatore pilota di una parte notevole del lungo e complesso lavoro di data-analysis, e massimizzando al tempo stesso l’efficacia della missione operativa. L’evoluzione è stata evidente anche sul piano dei datalink, con una macchina pesantemente ridondata con doppio datalink LOS in banda C e S e l'introduzione del datalink satellitare bi-banda (L e Ku). Quest’ultimo è stato un upgrade esplicitamente richiesto da un importante cliente del FALCO EVO, ovvero un’organizzazione internazionale che sta impiegando da oltre 10 anni il velivolo con missioni ISR a lunga persistenza: oltre 12 ore di missione, 7/7, 365 giorni all’anno. Insomma, con l’EVO Leonardo ha compiuto un deciso passo in avanti con un drone veramente di categoria superiore. C’era però il rischio che un'evoluzione del genere rimanesse in qualche modo incompiuta senza recepire una pressante richiesta del mercato, ovvero quella riguardante l’armamento.

Ecco, dunque, l’ASTORE, la versione dell’EVO dotata di 2 razzi CIRIT, uno per ciascuna semiala; un’arma decisamente precisa grazie alla sua guida laser, che può sfruttare la designazione operata dalla stessa palla elettro-ottica a bordo del velivolo e che si presenta dunque come ideale per bersagli cosiddetti popup, tipici di teatri operativi sempre più dinamici. Non solo, ma l’ASTORE può beneficiare, in aggiunta alla suite di sensori già disponibili sulla piattaforma FALCO EVO (come radar, ESM, COMINT), pure dell’introduzione di un Remote Video Terminal (RVT), apparato che consente di trasmettere in real time il feed video dell’UAV direttamente alle truppe a terra. Un’ulteriore garanzia di precisione e discriminazione. Oggi, Leonardo sta studiando un’ulteriore evoluzione dell'ASTORE mediante l’integrazione di nuovi carichi.

Come abbiamo visto, dunque, il “piccolo” FALCO è cresciuto molto negli anni, fino alla più recente evoluzione, anzi, rivoluzione: stiamo parlando del FALCO XPLORER. Con il FALCO XPLORER, Leonardo è entrata con decisione sul mercato dei MALE, nella fattispecie dei cosiddetti light-MALE (categoria PREDATOR per intenderci), con una macchina da 1.300 kg di peso massimo al decollo ed un’ala che, pur mantenendo lo stesso profilo dell’ala del FALCO EVO, è arrivata ad un’apertura di ben 18,5 m. E poi la cellula riprogettata, con il disegno classico degli UAV al top di gamma di questa categoria, ed un nuovo complesso avionico e sensoristico. Da questo punto di vista, l’XPLORER è veramente una macchina di nuova generazione. Il sistema ATOS, sfruttando la sua modularità e la sua apertura, è cresciuto ancora incorporando un’avanzata algoritmica ed elementi di intelligenza artificiale e realtà aumentata. Oggi l’ATOS è un sistema del tutto aperto, scalabile e modulare, capace di ricevere nuovi aggiornamenti e capacità, come se fossero semplicemente nuove App, e di alleggerire ulteriormente il carico degli operatori piloti. Basti pensare che il sistema può pianificare in maniera automatica il piano di volo e addirittura riprogrammarlo con il velivolo in volo, senza che l’operatore in GCS faccia nulla se non approvare la pianificazione e/o i cambiamenti, o intervenire se lo ritiene necessario. Molto importante anche l’introduzione della realtà aumentata che consente, per esempio, di visualizzare la “cupola” di un SAM o di dettagliare ancor più in profondità un bersaglio. Venendo alla sensoristica, è stato introdotto un nuovo radar, il multimodale con capacità SAR e ISAR GABBIANO TS-80 UL, confermate le antenne conformali alle tips del SAGE, e adottato un nuovo AIS, e, soprattutto, la torretta elettro-ottica di nuova generazione LEOSS da 15 pollici, un'altra tecnologia di Leonardo. Dunque, una sensoristica che possiamo considerare interamente proprietaria e che garantisce un’offerta di prodotto completa. Ma a che punto è lo sviluppo del FALCO XPLORER? Attualmente si stanno svolgendo i test di sistema: la parte aero-meccanica si è conclusa ed oggi si stanno valutando le prestazioni del sistema di missione e dei sensori: si vola moltissimo, con missioni veramente lunghe, mentre gli algoritmi di machine laerning lavorano e apprendono continuamene consentendo di correggere eventuali difetti e migliorare ulteriormente la macchina. Il tutto in vista della FOC attesa entro al fine dell’anno e dell’avvio dei test in volo con il missile BRIMSTONE, FALCO XPLORER Block 20, previsto il prossimo anno.

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