RIVISTA ITALIANA DIFESA
Bombardieri russi sempre più attivi 03/04/2015 | Andrea Mottola

Mentre i gli sconfinamenti negli spazi aerei europei, in particolare dei Paesi baltici, da parte dei velivoli dell’Aeronautica Russa sono diventati routine dallo scoppio della crisi Ucraina e dall’annessione della Crimea, i sorvoli e gli sconfinamenti nel territorio di Paesi asiatici rappresentano uno sviluppo più recente. Tra il 20 e il 24 marzo scorsi, bombardieri strategici russi sono stati intercettati diverse volte durante sorvoli a lungo raggio sullo stretto di Corea. Il 20 marzo, un TU-95 BEAR è stato intercettato al largo della costa giapponese da un paio di F-15J della JASDF (Japan Air Self Defence Force). Secondo il Ministero della Difesa nipponico, il bombardiere è stato intercettato a pochi chilometri dall’Isola di Goto, situata tra la Corea del Sud e l’Isola di Kyushu, e scortato per circa 2.000 km fino alle Isole Curili e allo spazio aereo russo. Qualche giorno prima era stata una coppia di BEAR ad infrangere lo spazio aereo sudcoreano, intercettati 145 chilometri a sud dell’Isola di Jeju da una coppia di F-15K del 11° Stormo decollati dalla base di Daegu. Appena 4 giorni dopo, diversi caccia e bombardieri di Mosca sono stati intercettati dai TYPHOON dell’AM rischierati, fino al prossimo agosto, presso la base lituana di Siauliai nell’ambito della Baltic Air Policing Mission della NATO. Nello specifico, 2 bombardieri TU-22M3 BACKFIRE scortati da una coppia di SU-27 FLANKER sono stati intercettati nello spazio aereo internazionale, tra la Lettonia e la Svezia, a velocità supersonica e con transponder spenti, creando anche una certa apprensione per il traffico aereo civile. I velivoli sono poi stati scortati nell’enclave russa di Kaliningrad, senza problemi. Nulla di nuovo, come detto, non fosse che tali sconfinamenti avvengono poco dopo il recente annuncio del Ministero della Difesa russo riguardante il possibile rischieramento di 10 TU-22M3 e di alcune batterie di missili balistici a corto raggio ISKANDER-M (SS-26 STONE) nella neo annessa Crimea, ufficialmente per una serie di esercitazioni. Valutare questi sorvoli come una provocazione nei confronti della diffusa presenza NATO nell’area baltico-scandinava è sicuramente semplice e probabilmente corretto. A maggior ragione, peraltro, dopo le recenti dichiarazioni del Governo di Copenaghen riguardo alla possibilità di ospitare su suolo danese un segmento dello scudo anti-missilistico NATO. Ciononostante, restano da interpretare gli sconfinamenti avvenuti al confine orientale russo, nell’estremo oriente asiatico. Certo, “mostrare i muscoli” e testare le difese aeree di stretti alleati dell’avversario statunitense, come Corea del Sud o Giappone (la prima, peraltro, impegnata in quei giorni nelle annuali esercitazioni congiunte con la Marina Americana), ricorda molto atteggiamenti da “Guerra Fredda”…ma qual è il reale obiettivo del Cremlino?


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