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USA, la Space Development Agency assegna a Raytheon il contratto per i Missile Tracking Satellite 17/03/2023 | Andrea Mottola

Lo scorso 2 marzo Raytheon ha siglato con la Space Development Agency (SDA) statunitense un contratto da 250 milioni di dollari per lo sviluppo, la produzione, il lancio e il supporto delle operazioni da terra di 7 satelliti MTS (Missile Tracking Satellite) destinati a comporre una costellazione di 35 sistemi dedicati alla localizzazione e al tracciamento di minacce missilistiche balistiche e ipersoniche.

I suddetti 7 satelliti di monitoraggio e tracciamento rappresentano la prima tranche relativa al segmento “tracking” della PWSA (Proliferated Warfighter Space Architecture) dell’US Space Force, che prevede la creazione di una rete stratificata di satelliti militari in orbita bassa interconnessi tramite comunicazioni laser. Tale rete sarà costituita da 7 diverse tipologie di satelliti destinati a compiti di comunicazione, navigazione, osservazione della Terra, trasporto e, appunto, allerta missilistica e tracciamento di minacce balistiche e ipersoniche.

Riguardo a questi ultimi, lo scorso luglio la SDA aveva siglato altri 2 contratti del valore complessivo di 1,32 miliardi, relativi alla prototipizzazione di 28 satelliti della “tracking tranche 1” da parte di 2 team guidati, rispettivamente, da L3Harris (700 milioni per 14 satelliti) e Northrop Grumman Strategic Space Systems (617 milioni per altrettanti satelliti), con lanci previsti per la prima metà del 2025. Il contratto con Raytheon porta, quindi, a 35 il numero di satelliti previsti per la tranche 1 della costellazione antimissile, con i 7 più recenti assegnati in supporto al Comando Indo-Pacifico per il monitoraggio delle attività missilistiche cinesi e nordcoreane. Il piano dell’SDA prevede il lancio periodico - orientativamente ogni 18/24 mesi - delle varie costellazioni di satelliti appartenenti ad ogni “strato” secondo uno scaglionamento in tranche/gruppi, in modo da sfruttare e integrare le ultime tecnologie disponibili, mettendo in orbita sistemi il più possibile aggiornati. Oltre alla menzionata tranche 1 - che ad oggi prevede la messa in orbita di 126 satelliti appartenenti al “layer” trasporto, i già citati 35 facenti parte del gruppo “tracking” e un numero non definito di altri satelliti per compiti sperimentali - esiste anche una tranche 0, i cui 2 lanci dovrebbero partire entro la fine di marzo dalla base aerea di Vandenberg a bordo del razzo SPACE X con 28 satelliti in totale, 20 appartenenti alla tipologia trasporto/comunicazione/trasmissione e 8 relativi ai compiti di tracking.

Tornando al citato contratto con Raytheon, secondo quanto dichiarato dall’azienda, per la produzione dei satelliti verranno sfruttati progetti esistenti e utilizzati prodotti commerciali già disponibili con ampia comunalità di componenti, ciò sia in ottica di riduzione dei rischi tecnici, sia per velocizzarne la consegna, sebbene non siano state date indicazioni precise riguardo alle tempistiche previste per il lancio dei 7 sistemi che, comunque, non avverrà prima della fine del 2025. Dal punto di vista tecnico, i satelliti saranno equipaggiati con una suite di sensori infrarossi persistenti ad ampio campo visivo WFOV prodotti da Raytheon installati su mini satelliti SATURN, prodotti dalla controllata Blue Canyon Technology, in grado di trasportare un carico utile fino a 440 libbre che includerà un payload elettronico prodotto dalla SEAKR Engineering, altra controllata di Raytheon.

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