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AUKUS: sottomarini “trilaterali” per l’Australia. Un nuovo disastro alle porte? 14/03/2023 | Gabriele Molinelli

Alle fine dei 18 mesi di studi trilaterali, la soluzione per dotare l’Australia di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare è stata annunciata in un summit a San Diego, negli Stati Uniti, a cui hanno preso parte il Presidente americano Joe Biden, il Primo Ministro britannico Rishi Sunak e il Premier australiano Antony Albanese. Il complesso piano si svolgerà per fasi, così che l’Australia possa formare il personale e costruire l’infrastruttura necessaria. Personale australiano sarà immediatamente coinvolto, in numeri crescenti, nei lavori presso i cantieri navali e sugli SSN britannici e statunitensi. Partiranno immediatamente anche i lavori per espandere ed adeguare il cantiere navale di Osborne in Australia, che avrebbe costruito i classe ATTACK derivati dal BARRACUDA francese e che rispetto a quel piano crescerà di “circa il triplo”. Nei prossimi 3 anni aumenteranno le visite di SSN, soprattutto americani, all’Australia, con l’imbarco di crescenti aliquote di personale della Royal Australian Navy. Sottomarini britannici classe ASTUTE seguiranno nel 2026. Nel 2027 è previsto l’inizio della seconda fase, che vedrà SSN basati a rotazione in Australia con equipaggi misti: la “Submarine Rotational Force West” vedrà coinvolti 4 classe VIRGINIA americani e 1 ASTUTE britannico. Nei primi anni del 2030 l’Australia comprerà 3 battelli classe VIRGINIA, ex-US Navy; a quel punto dovrebbero essere pronti i primi equipaggi austrliani (il condizionale in questi casi è imperativo...). Tali battelli fungeranno da “ponte” fra i COLLINS e il definitivo SSN-AUKUS. Il piano prevede un impegno americano a fornire altri 2 VIRGINIA in caso di ritardi nella costruzione dei battelli definitivi. Questi ultimi saranno basati sull’SSN(Replacement), ovvero il sottomarino britannico in fase di sviluppo come successore della classe ASTUTE. Da ora in poi nota come SSN AUKUS, questa classe vedrà inoltre l’adozione di “tecnologia all’avanguardia” americana, che, per quanto non dettagliata, probabilmente verterà attorno ai 4 pozzi modulari della sezione di scafo aggiuntiva (VIRGINIA Payload Module) - capaci di lanciare fino a 24 TOMAHWK, 7 per pozzo, droni, ecc. - degli SSN VIRGINIA Block V. La Royal Navy aveva già segnalato di puntare ai tubi di lancio verticali oltre che capacità “mothership” per veicoli subacquei. L’SSNR è stato anche descritto come sottomarino “semi-autonomo”, suggerendo l’uso di equipaggi ridotti, e pure come “battello madre” per l’impiego coordinato di droni di diverso tipo. Nel complesso si tratta di un programma molto complesso e ambizioso che, dati I precedenti non certo incoraggianti di altri programmi navali australiani, a cominciare dai sottomarini COLLINS, potrebbe trasformarsi in un salasso e in una prova veramente al di sopra della dimensione industriale e del ridotto potenziale umano australiano. Ulteriori dettagli su RID 5/23.


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