RIVISTA ITALIANA DIFESA
FVL, cooperazione con gli USA? 19/11/2020 | Pietro Batacchi

Durante un Webinar su “La centralità della relazione transatlantica per il settore Aerospace & Defense”, organizzato dalla Camera di Commercio americana in Italia, il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha fatto riferimento alle “opportunità sottese alla possibile partecipazione italiana nel programma Future Vertical Lift in merito al quale il dialogo tra le controparti industriali e istituzionali è tuttora in corso”. L’FVL, ricordiamolo, è un programma dell’US Army che al momento coinvolge anche i Marines e che è suddiviso in 2 tronconi: FARA ( Future Attack Reconnaissance Aircraft), per una macchina monomotore da ricognizione armata con la quale rimpiazzare l’OH-58 KIOWA WARRIOR, il cui ruolo è attualmente ricoperto dagli elicotteri AH-64E GUARDIAN e dagli UAV RQ-7B SHADOW, e FLRAA (Future Long-Range Assault Aircraft), per lo sviluppo di una macchina d’assalto con la quale rimpiazzare il BLACK HAWK. Per la gara FARA sono in gara l’elicottero compound e rotore coassiale contro-rotante RAIDER-X di Lockheed Martin/Sikorsy ed il più convenzionale, ma dotato di generose semiali con funzione portante, 360 INVICTUS di Bell. Per la gara FLRAA, invece, sono in gara l’elicottero compound con rotore coassiale SB-1 DEFIANT, sviluppato da Lockheed Martin/Sikorsky e Boeing, e il convertiplano V-280 VALOR di Bell. Seconda la dottrina multi-dominio, il FARA, equipaggiato di baie laterali apribili con le quali lanciare missili e piccoli droni, dovrà aprire le bolle di difesa avversarie per far “entrare” poi il FLRAA e consentire l’inserzione in profondità delle truppe. Sulla questione vale la pena riportare quanto accaduto ieri durante l'audizione del Dott. Pasquale Di Bartolomeo, Direttore Commerciale di Leonardo, che si è indirettamente espresso sulla questione. Nel dettaglio l'On. Giovanni Russo, ha posto la seguente domanda: “Rispetto al NEES e gli scenari futuri, su questo tipo di piattaforma sullo scenario internazionale ci sono nuovi prodotti pensati per rivoluzionare l’intero settore – in particolare il RAIDER X. Poichè Leonardo è leader mondiale nella produzione degli elicotteri, come questi nuovi prodotti possono in qualche modo insidiare questo primato italiano, soprattutto se ci sono possibilità di collaborare e anche tenendo conto di quanto Leonardo sta facendo nel campo del convertiplano? Molto interessante e puntuale la domanda dell'Onorevole, alla quale Di Bartolomeo ha così risposto: "Noi sviluppiamo sempre qualcosa che ci permette in prospettiva di collaborare e esportare. Nessuno oggi pensa di sviluppare qualcosa solo per il mercato domestico, è la nostra cultura, non avremmo altrimenti la capacità di generare l’80% di ricavi sul mercato export. E’ chiaro che oggi noi stiamo rispondendo (col NEES) a un requisito importante che l’Esercito italiano ha scritto ed è nostro dovere rispondere alla necessità, questa è l’urgenza. Nel decreto in validazione c’è anche però uno studio per quello che è potenzialmente il futuro elicottero, quella che ho chiamato “la futura mobilità”. Ma mentre siamo in grado di sviluppare le tecnologie attuali avendo una chiara visione di quello che sarà lo sviluppo, la produzione e quindi l’operatività della Forza Armata, la futura mobilità sugli elicotteri invece ancora non è chiara. La stanno studiando tutti e la studieremo anche noi. Quindi temporalmente c’è assoluta coerenza tra lo sviluppo, la produzione e, speriamo, i successi internazionali di questa importante soluzione chiamata NEES, rispetto a quelli che poi saranno i requisiti di mobilità che il mercato e i clienti andranno a esprimere in un arco temporale ben oltre quello che oggi stiamo ipotizzando". Ulteriori approfondimenti su RID 1/21.


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