RIVISTA ITALIANA DIFESA
Legge Di Paola, si cambia 28/10/2020 | Pietro Batacchi

Il nuovo Modello organico delle Forze Armate italiana a 150.000 uomini, introdotto dalla Legge 244/2012 “Di Paola” e da raggiungere entro il 2024, sarà con molta probabilità rivisto. Sul tema si è espresso ieri anche il Consiglio Supremo di Difesa nel cui ambito si “è convenuto sulla necessità di effettuare una verifica della Legge 244/2012, al fine di individuare eventuali correttivi in relazione al mutato contesto di riferimento, e di procedere al completamento del processo di riforma della Difesa in senso unitario e interforze”. Vedremo quali correttivi verranno adottati in tal senso. L’auspicio è che non si arrivi ad una mera deroga, o un mero aumento degli organici, ma che si riveda lo strumento militare nel suo complesso, che si ponga mano sul serio al rapporto tra componente operativa e non operativa, e che finalmente ci si indirizzi verso una Riserva nel vero senso della parola. Insomma, se si vuole davvero rivedere la “Di Paola” lo si faccia seriamente ed in maniera strategica, e non adottando provvedimenti contingenti e di breve respiro. Il Consiglio Supremo di Difesa ha affrontato pure la situazione legata alla pandemia – rispetto alla quale potrebbe crescere il ruolo della Sanità Militare – e degli scenari internazionali, con particolare riferimento alla Libia ed al Mediterraneo Orientale. Molto interessante anche il passaggio dedicato all’industria della difesa ed agli investimenti nel settore che “favoriscono lo sviluppo dell’intero Sistema Paese e fungono da traino soprattutto nei settori ad elevata tecnologia” con un riferimento all’”allocazione pluriennale delle risorse” che rimanda all’esigenza di predisporre quanto prima una legge quinquennale o sessennale per dare certezza alla pianificazione finanziaria nel settore più avanzato della manifattura italiana. Un’esigenza, quest’ultima, prevista dal Libro Bianco 2015 a cui finora non è stato possibile dare risposta poiché, ricordiamolo, l’approvazione del Disegno di Legge che avrebbe dato implementazione a buona parte del contenuto del Libro Bianco non arrivò a causa dello scadere della scorsa legislatura. L’auspicio, pertanto, è che quieto Parlamento, che ha ancora di fronte a sé un orizzonte di 3 anni, possa riprendere in mano il Libro Bianco o, quanto meno, alcuni dei suoi contenuti per consentirne l'implementazione.


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