RIVISTA ITALIANA DIFESA
La missione NATO Baltic Air Policing 29/07/2020 | Marco Giulio Barone

Grazie ad un press tour virtuale organizzato dalla NATO, RID ha potuto osservare da vicino i reparti impegnati nella missione Baltic Air Policing. La natura virtuale dell’evento ha comportato alcuni limiti rispetto ai reportage usuali, ma ha consentito ugualmente di gettare uno sguardo ravvicinato alle attività dell’Alleanza.

 

Un piccolo ripasso

 

La NATO Air Policing è una missione di difesa collettiva in tempo di pace, che è al centro del trattato istitutivo dell’Alleanza Atlantica. Assicura l'integrità dello spazio aereo degli alleati e protegge le nazioni dell'Alleanza, mantenendo un'attività di polizia aerea continuativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7, all'interno dell'area di responsabilità del Comandante Supremo degli Alleati in Europa (SACEUR).

Il Comando Aereo Alleato (Allied Air Command, AAC) della base aerea di Ramstein, in Germania, supervisiona la missione di polizia aerea della NATO in tempo di pace. La missione prevede l'uso del Sistema di Sorveglianza e Controllo Aereo (ASACS), del Comando e Controllo Aereo (Air C2) e di adeguate risorse aeree, i cosiddetti Quick Reaction Alert (Interceptor) o QRA(I), cellule formate di solito da 2 aerei e messe a disposizione dai Paesi membri dell’Alleanza in quantità sufficiente ad assicurare una copertura omogenea dell’intera Europa. Come suggerisce il termine "polizia", proprio come le forze di polizia nazionali a terra, rispondono a qualsiasi cosa fuori dall'ordinario - ad esempio manifestazioni di protesta, incidenti stradali o reati contro la proprietà - i caccia della NATO decollano per monitorare i cosiddetti “eventi”, cioè situazioni insolite o incerte.

Gli scramble della NATO Air Policing rispondono ad aerei militari e civili che non seguono le regole di volo internazionali e si avvicinano allo spazio aereo alleato. Queste azioni possono nuocere alla sicurezza del traffico aereo, ma possono anche indicare atti ostili come i dirottamenti. I Centri Operativi Aerei Combinati (CAOC) della NATO a Uedem, in Germania, e Torrejon, in Spagna, sono responsabili per le attività di polizia aerea, rispettivamente su Europa Occidentale ed Europa Orientale. Essi avviano e monitorano tutti i lanci di QRA(I) assegnati dalla NATO e riferiscono al Comando Aereo Alleato del Quartier Generale, dove tutte le informazioni sulle intercettazioni sono registrate nella sezione "Air Policing and Reporting".

Come abbiamo spiegato in occasione della visita a Torrejon (vedi RID 12/2018), i radar alleati tracciano i circa 30.000 movimenti aerei giornalieri all'interno dello spazio aereo europeo. Se un aeromobile non trasmette segnali (utilizzando il suo transponder) o non è in contatto radio con il controllo del traffico aereo civile o, ancora, non ha presentato un piano di volo, la traccia è segnalata a uno dei 2 CAOC che decide se lanciare o meno un Allarme di Reazione Rapida (Interceptor) ed ordinare uno scramble da una delle basi aeree degli Alleati che sono in stand-by 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per tali missioni. Una volta lanciato lo scramble, i caccia sono controllati da un Centro di Controllo e Segnalazione che li guida vicino all'aeromobile non identificato. In accordo con le regole sia dell'Organizzazione dell'Aviazione Civile Internazionale (ICAO) che della NATO, i caccia della NATO Air Policing conducono i loro scramble in modo definito “professionale e prevedibile”. Questo assicura che il pilota dell'aeromobile intercettato abbia un contatto visivo e sia consapevole di come procede l'intercettazione. Garantire la sicurezza del volo è prioritario su qualunque altra considerazione. Il CAOC monitora l'intera operazione e riferisce al Quartier Generale AIRCOM dove tutte le informazioni relative alle intercettazioni sono registrate nella sezione "Air Policing and Reporting".

Articolo completo su RID 8/20


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