RIVISTA ITALIANA DIFESA
Affondato OPV venezuelano 06/04/2020 | Giuliano Da Fre'

Il Venezuela ha dovuto cancellare dalla sua Armada delle poche unità moderne in organico, ed il COVID19 questa volta non c’entra. Il 30 marzo infatti il pattugliatore d’altura ANBV NAIGATA (GC-23), terza unità classe GUAICAMACUTO (4 OPV tipo AVANTE-1400 ordinati nel 2005 alla spagnola Navantia), consegnato nel 2011, è affondato dopo essere entrato in collisione con la nave passeggeri RESOLUTE, della Columbia Cruise Services e battente bandiera portoghese. La RESOLUTE, lunga 122 m e con una stazza di 8.400 t, ha lo scafo e la prora rinforzati per navigare in acque ghiacciate, e l’urto col pattugliatore è stato catastrofico per quest’ultimo, mentre la nave passeggeri ha subito danni limitati. Se l’affondamento della nave venezuelana è certo, così come il salvataggio dei suoi 44 uomini di equipaggio, le versioni divergono circa l’accaduto. La compagnia armatrice parla di un approccio aggressivo da parte del pattugliatore, che avrebbe intercettato la RESOLUTE mentre questa navigava a lento moto causa un’avaria, ordinandole di seguirlo a Puerto Moreno, per aver violato le acque territoriali di Caracas. Mentre il Comandante della RESOLUTE consultava gli armatori, il NAIGATA avrebbe sparato un colpo di avvertimento e poi iniziato una serie di mosse aggressive, urtando la nave passeggeri un paio di volte. Infine, una manovra errata avrebbe portato il pattugliatore ad essere accidentalmente urtato dalla prua rinforzata della RESOLUTE, con danni risultati alla fine irreparabili. A quel punto la RESOLUTE ha contattato le autorità olandesi del soccorso marittimo di Curaçao, dove è arrivata con pochi danni. Opposta la versione del Governo venezuelano, che già si sente assediato dalle sanzioni e dalle recenti, rinnovate minacce degli Stati Uniti contro il regime guidato da Maduro, contestato da parte della popolazione. Lo stesso potente ministro della Difesa del Venezuela, Generale Vladimir Padrino López, ha accusato apertamente la nave portoghese di aver violato le acque venezuelane, di “pirateria” e “aggressione”, sottolineando anche come si sia allontanata dopo aver speronato il NAIGATA. Accuse rispedite al mittente dal portavoce di Columbia Cruise Services. Nel frattempo, l’Armada Bolivariana de Venezuela ha perso uno dei suoi 8 tra OPV e corvette realizzati nell’ultimo decennio da Navantia, dopo che già il WARAO (classe GUAIQUERI, tipo AVANTE-2200) aveva subito gravi danni per un incaglio accidentale nel 2012, restando a lungo fuori servizio. Il NAIGATA, costruito nel 2008-2011, era lungo 80 m e dislocava 1.500 t, la propulsione tutto-diesel garantiva una velocità massima di 21 nodi e 5.000 miglia di autonomia a 12 nodi; l’armamento comprendeva un cannone da 76/62 mm SR di Leonardo, un impianto quadrinato a/a da 35/117mm MILLENNIUM GDM-008, 2 mitragliatrici da 12,7 mm, mentre a poppa era presente un ponte di volo per elicottero medio. La nave poteva imbarcare anche 2 RHIB, e la dotazione sensoristica era adeguata, comprendente anche una suite ECM.


Condividi su:  
    
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE