RIVISTA ITALIANA DIFESA
Un sottomarino non pilotato per la Royal Navy 09/03/2020 | Gabriele Molinelli

La Royal Navy ha deciso di acquisire un dimostratore tecnologico di Extra Large Unmanned Underwater Vehicle (XLUUV). Il battello è prodotto dalla MSubs Ltd di Plymouth, un’azienda specializzata in mini-sommergibili, pilotati e non, con in portafoglio diverse soluzioni che spaziano da Dry Combat Submersibles sviluppati per le forze speciali, inclusi i SEAL americani, fino al sottomarino-bersaglio Mobile Anti-Submarine Training Target (MASTT) sviluppato per l’US Navy. Il programma XLUUV era stato avviato nella primavera del 2019 sotto gli auspici del Defence and Security Accelerator (DASA) del MOD britannico, che si occupa di progetti innovativi e sperimentazione. Il dimostratore verrà ottenuto a partire dall’S201, un sommergibile con equipaggio di MSubs Ltd, lungo circa 9 m e capace di operare a profondità di 300 m. MSubs Ltd ne ha sviluppato un derivato senza equipaggio, il MANTA. Per l’XLUUV si prevede però una lunghezza di 30 m, come detto dal 1st Sea Lord e riportato nelle note ufficiali di Ministero e Marina. Nella Fase 1, ora avviata e che dovrebbe durare circa un anno, MSubs Ltd dovrà dimostrare la capacità del suo XLUUV, ottenuto per conversione di una piattaforma già esistente, di navigare autonomamente ed operare e piazzare in acqua carichi di missione da 250 kg. Al battello è richiesto un payload di almeno 2 t, e spazi riconfigurabili superiori ai 2 m³. Se la prima fase avrà buon esito, una seconda seguirà per dimostrare la capacità di integrare payload di missione intercambiabili sviluppati da terze parti oltre che la capacità di impiegare vari sensori, comunicare in modo occulto con le forze amiche e piazzare e recuperare carichi sul fondale. Secondo i requisiti, alla fine della Fase 2, dovrà essere stata dimostrata la capacità di operare indipendentemente per un minimo di 3 mesi a distanze di fino a 3.000 miglia dalla base. Ulteriori approfondimenti su RID 4/2019. Per l’XLUUV si prevedono essenzialmente 3 tipi di missione. Nella prima, il payload sarebbe principalmente dedicato alla sorveglianza contro obiettivi di superficie / sulla costa, e il sommergibile opererebbe quindi a quota periscopio. La missione che sembra stare più a cuore alla Royal Navy è comunque quella di picchetto avanzato ASW, con pattugliamento in profondità con sonar per sorvegliare i movimenti dei sottomarini ostili. La terza missione prevede di piazzare, ed eventualmente recuperare in seguito, carichi sul fondale marino, come ad esempio sensori sonar. In seguito alla crescita esponenziale delle attività della flotta subacquea russa, il 1st Sea Lord ha già da tempo indicato che la capacità ASW e le operazioni nel Mare del Nord sono la principale priorità per la Royal Navy, ponendola addirittura davanti alla maturazione del Carrier Strike Group.


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