RIVISTA ITALIANA DIFESA
Libia, niente accordo a Ginevra e riprendono gli scontri 27/02/2020 | Pietro Batacchi

Il cessate il fuoco in Libia è ufficialmente andato in pezzi – posto che gli scontri non si erano mai del tutto spenti – dopo che i rappresentanti del Governo di Tobruk hanno lasciato i colloqui di Ginevra. Il nodo del contendere riguarda la reale fattibilità della delimitazione di una vera linea di cessate il fuoco con le milizie di Haftar che ovviamente si rifiutano di tornare sulle posizioni antecedenti l’avvio della loro offensiva nell’aprile 2019. Haftar vorrebbe ovviamente mettere il sigillo sul terreno conquistato in questi mesi, ma ciò ovviamente non è accettabile per Serraj, e neppure per l’ONU, da qui lo stallo. A ciò aggiungiamoci il momento di crisi che stra attraversando l’Italia, impegnata a fronteggiare l’emergenza coronavirus, che potrebbe aver incentivato una maggiore aggressività sul terreno da parte di tutti. Tant’è, a Tripoli e non solo si è tornati a combattere a pieno regime. L'aeroporto di Mittiga è stato nuovamente chiuso dopo i bombardamenti di artiglieria subiti nelle ultime ore da parte delle forze di Haftar, anche se da poco sono ripresi i voli, e in meno di 24 ore le forze fedeli al Generale hanno abbattuto 3 UAV turchi operanti a supporto delle milizie fedeli al Governo Serraj. Si combatte, inoltre, di nuovo nei quartieri a sud della capitale, mentre continuano le tensioni tra alcune milizie fedeli a Serraj a causa della presenza dei miliziani jiahidisti siriani filo-turchi che combattono al loro fianco.


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