RIVISTA ITALIANA DIFESA
Libia in stallo, ma la tregua non c'è 04/02/2020 | Andrea Mottola

I recenti sviluppi in Libia testimoniano come la situazione sul campo sia ancora fondamentalmente congelata, con nessuna delle fazioni che guadagna/riconquista terreno, ma anche come il cessate il fuoco auspicato durante la conferenza di Berlino sia un’assoluta illusione. Le forze del LNA di Haftar attualmente sono bloccate nella periferia sudorientale di Tripoli (quartiere di Ain Zara e zona ex aeroporto internazionale) e non riescono a guadagnare posizioni verso il centro della capitale, situazione simile a quella di Misurata, con la tentata offensiva del LNA bloccata da bombardamenti aerei e d’artiglieria tra Al Washeka ed Al Heisha (zona di Abugrein), a circa 150 km a sudovest della città. Le milizie tripoline del GNA mantengono le loro posizioni ma non riescono a riconquistare terreno e, soprattutto, a tagliare le linee di rifornimento delle forze di Haftar da sud (Fezzan). Stesso discorso per le forze di Misurata, incapaci di tagliare i rifornimenti provenienti dalla Cirenaica via Sirte. Tuttavia, nell’ultima settimana, il GNA ha ricevuto ulteriori rifornimenti di armi, equipaggiamenti e mezzi provenienti dalla Turchia che, per alcuni giorni, ha rischierato 2 fregate – la ex classe PERRY GAZIANTEP e la fregata ORUC REIS classe MEKO 200/BARBAROSSA - a protezione del carico sbarcato dalla nave mercantile Ro-Ro BANA battente bandiera libanese. Nello specifico, il carico sarebbe stato costituito da almeno 6 veicoli blindati per il trasporto truppe ACV-15, 2 obici semoventi T-155 FIRTINA derivati dai K-9 sudcoreani, diversi mortai da 120 mm, 2 cannoni antiaerei Oerlikon SKYGUARD da 35mm (destinati all'aeroporto di Mitiga ad integrazione della batteria di HAWK XXI per la difesa dalle incursioni dei velivoli del LNA), una decina di veicoli protetti MRAP KIRPI ed alcune componenti per sistemi EW. Anche le forze di Haftar hanno continuato a ricevere armi e mezzi provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e Giordania, con almeno 2 voli di IL-76MD, appartenenti alla compagnia cargo kazaka Azee Air, provenienti da Aqaba e Fujairah e atterrati sulla base aerea di Al Kadim, voli che hanno fatto seguito ad altri 4 trasferimenti operati sulle stesse rotte tra il 14 ed il 16 gennaio. Probabile che tra i vari rifornimenti ci siano ulteriori sistemi antiaerei a corto-medio raggio PANTSIR-S1 emiratini, UCAV di fabbricazione cinese CH-4B in dismissione dall’Aeronautica Giordana, nonché mezzi blindati ruotati 6x6 MBOMBE, sempre ex giordani.


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