RIVISTA ITALIANA DIFESA
I sistemi counter UAS 27/12/2019 | Massimo Annati

I droni (o UAS, Unmanned Air Systems) rappresentano una nuova minaccia, che ha rapidamente raggiunto livelli tali da non poter più essere ignorata. Sotto quest’unico termine si raggruppano realtà molto diverse: dai piccoli droni generalmente utilizzati a livello amatoriale fino a velivoli molto complessi di dimensioni comparabili a quelle di un tradizionale velivolo d’attacco leggero (il MQ-9 REAPER è più grande e più pesante di un A-29 SUPER TUCANO, può volare a quote maggiori e molto più a lungo). La classificazione non è univoca. Solitamente si utilizza quella del DoD statunitense, anche se a sua volta differente dai criteri adottati dalle singole Forze Armate americane, dalla NATO, dalla NASA, o dall’Agenzia Europea EASA. La grande famiglia dei droni comprende il Gruppo I (fino a 10 kg, un possibile esempio è rappresentato dal RQ-11 RAVEN), Gruppo II (da 10 a 25 kg, un rappresentante è costituito dallo SCANEAGLE), Gruppo III (meno di 600 kg, 2 esempi sono costituiti dall’RQ-21 BLACKJACK ad ala fissa e dal CAMCOPTER ad ala rotante), Gruppo IV (MALE, MQ-8 FIRESCOUT, MQ-1 PREDATOR), Gruppo V (HALE, RQ-4 GLOBAL HAWK). Generalmente si parla di small-UAS per i Gruppi I-II-III, di medium-UAS per il Gruppo IV, e di large-UAS per il Gruppo V. Bisogna poi aggiungere che talvolta nella categoria droni-kamikaze vengono anche inclusi, a ragione o a torto, le loitering munitions, ed alcuni tipi di missili da crociera. In realtà, vista l’enorme diffusione di modelli piccoli e piccolissimi di droni, sia di natura commerciale che auto-costruiti, si ricorre spesso a 2 ulteriori categorie, originariamente comprese nel Gruppo I, ovvero i micro-UAS (Gruppo s-I, inferiori a 2 kg) per i modelli amatoriali come il quadricottero DIJ PHANTOM, e i mini-UAS (Gruppo s-II, tra 2 e 5 kg) per i modelli come gli SKYWALKER X8 o i grossi multicotteri tipo DIJ S-1000. I criteri di suddivisione di UAV tra micro, mini e small (fino a 20-25 kg), non sono però univoci e quasi ogni organizzazione ha opinioni diverse… Viste le dimensioni, in genere lo specifico sviluppo di modalità di contrasto contro i droni riguarda le classi minori, mentre le 2 classi di maggiori dimensioni rientrano nel normale campo della difesa anti-aerea tradizionale. Chiaramente la minaccia posta da un utilizzo ostile, o talvolta semplicemente scriteriato, di questi velivoli pone problemi ben diversi in funzione della categoria e dello scenario d’impiego.


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