RIVISTA ITALIANA DIFESA
Solo 9+1 VIRGINIA nel Block V? 07/11/2019 | Gabriele Molinelli

Dopo diversi rinvii e ritardi, sembra che la firma sul nuovo contratto di acquisto Multi-Year per i sottomarini d’attacco classe VIRGINIA da ordinare negli anni 2019 - 2023 sia imminente, ma sorprende il numero di battelli nell’accordo. Secondo il presidente della sotto-commissione della Camera per il potere marittimo, Onorevole Joe Courtney (Democratico, rappresentante del Connecticut) e il membro Rob Wittman (Repubblicano, rappresentante per la Virginia), l’accordo prossimo al completamento riguarda infatti soltanto 9 sottomarini, con un decimo battello in opzione. Di fatto, questi numeri sono appena sufficienti a garantire il piano d’acquisizione basato sull’acquisto di 2 battelli l’anno, addirittura mettendone uno in opzione. Scompare, soprattutto, l’undicesimo sottomarino, che era stato introdotto dalla Budget Request dell’Amministrazione Trump per l’anno 2020. Il budget, ancora da approvare nella sua forma definitiva, aveva infatti aggiunto un terzo VIRGINIA da ordinare l’anno prossimo. Va sottolineato che, al momento, l’US Navy e l’industria non hanno confermato né smentito le parole dei 2 onorevoli. La Marina ha iniziato l’acquisizione dei VIRGINIA nel Fiscal Year 1998, e quello da contrattualizzare è il quinto lotto (Block V) produttivo. Il Block IV include 10 battelli ordinati fra il 2014 e il 2018, mentre 8 battelli erano stati ordinati nel Block III (2009 – 2013) ed il Block II ha incluso 5 battelli (2004 – 2008). Il Block I (4 sottomarini) era stato oggetto di un “Block Buy”, un contratto cumulativo precedente all’autorizzazione alla produzione in grande serie e quindi legalmente diverso dal Multi Year Procurement. I 3 sottomarini da ordinare nel 2020 porterebbero la classe a 33 unità, sempre che il terzo scafo (SSN-812) venga confermato. Il Block V è importante perché introduce, su tutti i battelli, importanti riduzioni alla segnatura acustica e altri upgrade. La maggior parte dei sottomarini del lotto, inoltre, sarà equipaggiata con il Virginia Payload Module (VPM), una sezione aggiuntiva di scafo con 4 grandi tubi di lancio multi-missione, simili per diametro a quelli degli SSBN, per il trasporto di droni, equipaggiamento per forze speciali oppure, più comunemente, per ospitare fino a 28 missili TOMAHAWK (7 per tubo). Aggiunti ai 12 missili TOMAHAWK già presenti in lanciatori verticali a prua di ogni VIRGINIA, questi porterebbero il totale degli ordigni a bordo a 40. Il VPM è considerato un upgrade essenziale per migliorare la cosiddetta “letalità distribuita” della US Navy e per attutire la perdita capacitiva che deriverà, a partire dal 2026, dal progressivo ritiro dei 4 SSGN classe OHIO modificata, che di missili ne possono portare fino a 154 ciascuno. A settembre, un rapporto al Congresso specificava che la Marina intendeva equipaggiare di VPM il secondo dei 2 sottomarini ordinati nel 2019, il secondo e terzo dei 3 del 2020, il secondo dei 2 del 2021 e tutti i rimanenti degli anni successivi. Nel contratto da 9+1 sarebbero 7 i sottomarini con VPM. Il rapporto specificava anche che, non essendoci stato alcun ordine Long Lead precedente per il terzo battello da ordinare nel 2020, la costruzione del medesimo andrebbe, di fatto, a procedere con date simili a quelle dei battelli ordinati nel 2023. L’aggiunta all’ultimo minuto di un battello in più, in altre parole, non può comunque comprimere i tempi di acquisizione. Con il contratto Block IV si è cercato di comprimere i tempi di costruzione a 60 mesi per battello, ma entrambi i cantieri che si dividono il programma, ovvero General Dynamics Electric Boat e Huntington Ingalls Industries’ Newport News Shipbuilding, hanno incontrato difficoltà, quasi tutte dovute a ritardi dei sub-fornitori. I sottomarini stanno attualmente venendo consegnati con ritardi di 6 o 7 mesi, e il raggiungimento dell’ambizioso traguardo dei 60 mesi è ancora lontano. La complessità rappresentata dal VPM, oltre che un costo maggiore, costiuisce un potenziale ostacolo ulteriore alla rapida acquisizione di sottomarini. La differenza fra un VIRGINIA “base” e uno allungato, in termini di costo, è stimata in circa 400 milioni (2,8 miliardi contro 3,2). I ritardi preoccupano profondamente l’US Navy, che vorrebbe mettere in linea e poi mantenere una forza di 66 battelli d’attacco. Alla fine del 2018 erano però solo 51 e, con il ritiro dei più vecchi classe LOS ANGELES, si prevede che nel 2027 si toccherà un minimo di 42.


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