RIVISTA ITALIANA DIFESA
Turchia, ora il Sultano vuole il “suo” sottomarino 23/10/2019 | Giuliano Da Fre'

Mentre il conflitto turco-curdo-siriano sta portando molti paesi fornitori di armi alla Turchia a congelare contratti e spedizioni, Ankara, che da anni punta a indigenizzare il più possibile la produzione bellica, annuncia di voler procedere anche alla costruzione di un sottomarino nazionale. Attualmente, la Marina Turca schiera 4 battelli Type-209/1200 classe ATILAY (più 2 in disarmo per cannibalizzazione) degli anni ’70-’80, e altri 8 più potenti Type-209/1400, classe PREVEZE, realizzati localmente in due lotti tra 1989 e 2007. Anche 3 ATILAY sono stati costruiti su licenza nei Gölcük Naval Shipyard; e senza contare che già il contratto stipulato con la Germania nel 1936 per acquisire 4 U-boot, comprendeva la costruzione in Turchia di 2 esemplari, poi protrattasi a causa della guerra sino al 1946. Nel 2011, dopo 2 anni di trattative, è stato firmato sempre con HDW/ThyssenKrupp Marine Systems, un contratto da 4 miliardi di dollari per 6 battelli AIP Type-214TN, classe P?R? RE?S, la cui costruzione, dopo una revisione degli accordi, è pure iniziata a Gölcük nell’ottobre 2015, con consegne previste tra 2023 e 2028. Pochi giorni fa, infine, l’annuncio da parte del vicedirettore delle costruzioni navali del ministero della Difesa, Contrammiraglio Mehmet Sari, che ha illustrato un nuovo programma mirato a realizzare il primo sottomarino indigeno (Indigenous Submarine Project, o MILDEN-Milli Denizalti) da 1.850 t con propulsione AIP. Il programma beneficerà, ovviamente, del know-how accumulato dai cantieri nazionali con la costruzione dei Type-209 e 214 - ma anche da quello derivante da alcuni progetti già avanzati dall’industria turca, come il più piccolo TS-1700AIP presentato da Savunma Teknolojileri Mühendislik (STM) nel 2017, con sensoristica e sistema di combattimento più avanzati rispetto ai 209/214 - ed è destinato alla sostituzione degli 8 PREVEZE, con il primo battello operativo attorno al 2035.


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