RIVISTA ITALIANA DIFESA
La Turchia fuori dall'F-35 18/07/2019 | Pietro Batacchi

La reazione americana alla consegna della prima batteria di S-400 alla Turchia non si è fatta attendere e la Casa Bianca ha annunciato la cancellazione della partecipazione turca al programma F-35 e la definitiva sospensione delle consegne dei velivoli alla Turchia. Inoltre entro il 31 luglio tecnici e piloti di Ankara negli USA dovranno rientrare in patria. La questione è politica, ma anche tecnica poiché tra S-400 ed F-35 c’è un'incompatibilità di fondo. Con il sistema antiaereo russo, infatti, il velivolo dovrebbe volare solo in maniera non stealth poiché rischierebbe altrimenti di essere abbattuto considerando che gli Americani non hanno nessuna intenzione di condividerne i codici di identificazione e temono che la caratterizzazione radar dell’F-35 possa finire ai Russi, che non aspetterebbero altro. A ciò bisogna aggiungere il fatto che l’S-400 non è integrabile nella difesa aerea NATO, di cui la Turchia fa parte, sia per questioni tecniche e di interfaccia, ma anche perchè si rischierebbe il trasferimento di informazioni NATO-sensibili sempre ai Russi. Per quanto riguarda la cancellazione della partecipazione di Ankara al programma F-35, ricordiamo che Washington aveva già interrotto le consegne di parti, supporto e manualistica indispensabili per preparare l'Aeronautica Turca a prendere in consegna gli F-35, di cui aveva ricevuto i primi 2 esemplari, su un totale previsto di 100 (più eventualmente anche una ventina di F-35B per la LHD ANADOLU), tuttora “fermi” a Luke. Ankara è un partner di Livello 3 nel programma Joint Strike Fighter, a cui ha contribuito con 195 milioni di dollari nella fase di sviluppo, ed è parte integrante con le sue aziende della catena di fornitura. In particolare, TA è second source, dopo Northrop Grumman, della sezione centrale di fusoliera, produce il 45% dei piloni di carico per armi aria-terra ed elettronica associata, nonché il rivestimento in composito dei portelli della baia interna; Kale è fornitrice unica a livello globale di alcuni elementi del carrello, mentre altre componenti vengono prodotte in sub-fornitura; Roketsan e Tubitake realizzano, in partnership con Lockheed Martin, il missile standoff SOM-J trasportabile internamente al velivolo. A ciò bisogna aggiungere altra componentistica strutturale e non. Infine, la Turchia si era anche assicurata la produzione dei motori F-135 per la sua flotta, oltre che lo status di deposito di manutenzione principale per i motori degli F-35 dell'area mediterranea ed europea. Il Pentagono si è già da tempo attivato per rimpiazzare i fornitori turchi ed ha stimato che il ri/orientamento in altri paesi della catena di fornitura turca costerebbe almeno 600 milioni di dollari solo di costi non ricorrenti.


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