RIVISTA ITALIANA DIFESA
Nuovi traguardi per l’ACV 1.1 dei Marines 26/02/2019 | Eugenio Po

Lo US Marine Corps ha completato gli ordinativi dei veicoli blindati anfibi 8x8 ACV (Amphibious Combat Vehicle) 1.1 realizzati da BAE Systems ed Iveco Defence Vehicles e appartenenti alla LRIP (Low Rate Initial Production) e sta proseguendo molto positivamente la campagna di test con i 16 prototipi. Ricordiamo infatti che, dopo un programma lungo e complesso, culminato con una fase di valutazione competitiva tra 2 finalisti, la proposta di BAE Systems e Iveco Defence Vehicles incentrata sul SUPERAV for ACV (così si chiamava originariamente) ha avuto la meglio su quella di SAIC/Singapore Technology Kinetics che consisteva sostanzialmente nel TERREX 2.

Dunque un veicolo italiano (la progettazione e la concezione del mezzo è infatti interamente italiana, anche se l'accordo con un big americano come BAE Systems Inc./ex United Defence è stato fondamentale per la vittoria negli USA) è stato scelto dai Marines per soddisfare il proprio requisito relativo ad un mezzo blindato anfibio 8x8 per il trasporto truppe.

Tale mezzo (per ulteriori dettagli sul programma e sulla gara si veda anche RID 08/18 pag. 20) è stato pensato per rimpiazzare il veicolo cingolato anfibio AAV-7 (Assault Amphibious Vehicle, in precedenza denominato LVTP-7), realizzato sempre da BAE Systems Inc. a York (ove viene prodotto l’ACV 1.1). Il programma, come molti progetti statunitensi (per esempio il velivolo F-35, o molti altri programmi aeronautici e terrestri), è organizzato con una logica incrementale, con una prima fase di produzione a basso ritmo, LRIP (Low Rate Initial Production), seguita da una a pieno regime, FRP (Full Rate Production). Sempre nella logica incrementale ed evolutiva il programma prevede la realizzazione di una prima serie di 204 ACV 1.1 dotati di capacità "di base", seguita successivamente da una seconda variante, nota come ACV 1.2, per veicoli con prestazioni e capacità superiori a quelle degli ACV 1.1 e che siano in grado di soddisfare requisiti più complessi e difficili.

 

L'articolo completo è su RID Numero 3 2019


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